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15/08/2022
MTB-O: RICCARDO ROSSETTO, SOGNO IL RIENTRO IN GRANDE STILE
Squadra Naz.

SCHIO (VI): Da un po’ di tempo non lo si vede ad alto livello, ma, fortunatamente per gli appassionati di Mtb-O, medita il grande ritorno. Un’immagine rimasta nella memoria è quella del ragazzo in un letto d’ospedale per l’appendicite e smanioso di rientrare alle competizioni. Anche quest’anno la sfortuna lo ha colpito con un infortunio serio al calcagno. Riccardo Rossetto 31 anni (classe 1991) è tesserato per la Misquilenses del presidente Luigi Bordignon e non ha comunque perso la passione per il suo sport. 

Per lui, oggi, un Ferragosto in famiglia, a Schio, anche se ormai è bolzanino di adozione. “E’ vero – spiega l’azzurro - attualmente insegno a Bolzano, e così sarà anche nel 2023. Lavoro nelle Scuole Medie e Superiori (materie tecniche e scientifiche)”.  

Un cambio di vita importante, dopo tanti anni a Trento. “Ho vissuto per 7 anni nella città dell’Adige. Era ora di cambiare. Bolzano è una città aperta con molta gente dal Centro Europa. Un crocevia culturale”.

Un cambio di abitudini e vita che lo ha temporaneamente allontanato dallo sport dei boschi. “In questi 2 anni non ho dedicato troppo tempo all’Orienteering, sia per il Covid che per la priorità data al lavoro. I cambiamenti nella mia vita sono stati tanti”.

Qualcosa però è scattato nella testa del vicentino: “Ora, complice la presenza di Antonio Mariani in Alto Adige, è nata quest’ottima collaborazione. Lui organizza allenamenti, è un ragazzo intraprendente e ci troviamo in carta”. 

Tanti intoppi hanno penalizzato la sua carriera: “L’appendice, nel 2019, mi aveva debilitato parecchio. Poi avevo partecipato comunque ai Mondiali in Danimarca, facendo solo la Staffetta. Venivo da un periodo di quasi 3 settimane di stop e non ci arrivai al meglio”. 

A seguire una serie sventure: “Dopo di che un anno particolare, il 2020 abbiamo avuto la Pandemia. Non essendoci un obiettivo chiaro per le gare, mi ero focalizzato su altro, come sapete l’insegnamento”.

Nel 2021 una pausa: “Mi ero concentrato sulle prove nazionali e avevo detto che avrei fatto un anno di pausa da quelle internazionali”. E poi la decisione. “Quest’inverno ho deciso di riprendere, ma con il focus sul 2023”.

Quali obiettivi in particolare? “C’è la Coppa del Mondo in Repubblica Ceca su terreni molto belli. A seguire la Coppa del Mondo a ottobre, in Italia. Queste le mie ambizioni”.

Anche 2022 non è stato fortunato. “Esatto, stavo ritrovando un ritmo per le competizioni internazionali ed ho avuto un infortunio arrampicando. Ho passato 40 giorni ingessato e 30 con le stampelle, senza camminare. Mi trovavo in falesia, a Valdagno vicino a Schio. Succede che quando sei in un luogo che ben conosci sottovaluti i pericoli. Mi è esploso il calcagno, perdendo tutta la muscolatura con l’inattività”. 

Quest’anno ha comunque provato il rientro. “Sono andato ai Mondiali per non perdere l’abitudine all’alto livello. Dopo tanto tempo, ho sentito l’emozione. Ai WMTOC ho provato la Staffetta, pensavamo fosse una gara estremamente tecnica e sono stato scelto. E’ andata così così. Ora voglio solo pensare a recuperare per essere competitivo nelle gare di fine stagione con un buon livello di forma. Il prossimo anno ci voglio provare. Non credo si possa rimanere tanti anni al top”.

A questo punto della carriera sei soddisfatto? “Mi manca ancora un risultato importante nella Staffetta. Come squadra ce lo meritiamo.  A livello personale potrei fare di più. Mi rendo conto che l’alto livello vuol dire sacrificare tante cose. Non si può fare fino ai 40 anni”.

E ora le ginocchia che per tante stagioni ti hanno fatto soffrire sono a posto? “Il problema è risolto con gli spessori ai pedali. Un limite che mi ha accompagnato fino ai 24 anni. Da allora non ho più problemi. Si trattava di una causa strutturale, le gambe vare (o gambe a parentesi) e dismetriche”.

 

cura di Pietro Illarietti

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