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04/02/2020
MATTIA DEBERTOLIS: OBIETTIVI CHIARI E SALUTE RITROVATA
Nazionale

PRIMIERO (TN): Mattia Debertolis si è appena lasciato alle spalle una stagione tra le più complicate della sua carriera sportiva. Prima un’insidiosa mononucleosi e poi un’infiammazione tendinea ne hanno enormemente limitato il rendimento agonistico del tesserato dell'US Primiero. 

Ci risponde con il fiatone, nonostante l’ora avanzata del pomeriggio, ed è impegnato in una sessione di cyclette. 

“Oggi ho sciato sulle piste di Alleghe, nel comprensorio del bellunese. Da Primiero ci arrivo facendo il Passo Cereda e questa sera completo l'allenamento con un po' di attivà aerobica per far girare un poco le gambe”.

Come procede la preparazione?

“Sono stanco di gambe perché ho fatto tanta salita la settimana scorsa e nel week end ero alla gara di Venezia, una Sprint tostissima dove ci sono stati oltre 500 partecipanti. Una bella competizione con partenza punching start”. 

Guardando indietro, quali riflessioni hai fatto sul 2019?

“Ci ho pensato poco. Quello che è stato è stato. Il problema della mononucleosi mi ha costretto ad allenarmi alla giornata. Facevo le gare quasi per divertimento. E’ stata dura a livello mentale, ma poi ho capito che la stagione era andata ed ho provato a prendere il meglio. Il peggio invece si è verificato quando non riuscivamo a capire se ero realmente fuori dal tunnel oppure no. Alla fine ho iniziato a sentirmi bene dopo metà stagione. La mia gara migliore è stata quella dei Campionati Italiani Sprint, a Folgaria. Lì ho sentito di essere sulla buona strada”.

Le difficoltà non sono però finite lì. 

“Esatto, pure il finale di stagione mi ha regalato delle amarezze perché, a causa di un problema allo psoas, ho dovuto rinunciare alla convocazione in Coppa del Mondo”.

Ora tutto sembra essere tornato a posto. “Da novembre pare che tutto sia sotto controllo e stiamo procedendo bene. Con Manuel Negrello, mio allenatore, si è scelto di puntare maggiormente sulla qualità. Ho iniziato prima a svolgere i lavori in rapidità. Solitamente partivamo a febbraio, mentre ora, già a gennaio abbiamo lavorato sullo spunto veloce. Nel 2020 il programma presenta i WOC Sprint”.

Quindi sono uno dei tuo obiettivi di stagione?

“Ho come obiettivo principale quello di fare un buon test sui 3.000 m. e conquistare la convocazione in azzurro. Difficile invece preparare 2 grandi appuntamenti, dopo i  WOC ci saranno i Campionati Europei in bosco”.

Cosa nei pensi di questo nuovo format?

“È strano, sarà per tutti una prima volta. Mi piacerebbe di più gareggiare con la vecchia formula, ma magari esce qualcosa d’interessante dalla nuova formula. Certo è che il vecchio format era impegnativo per organizzatori e atleti. Le nazioni più piccole soffrivano per vari motivi. Con un evento più corto è semplice pure per i lavoratori che potranno partecipare più agevolmente”.

Ormai l’Università volge al termine. “Sono ancora studente, mi manca un esame e spero di laurearmi a fine febbraio in Ingegneria Civile. Poi vorrei trovare un lavoro part time, per potermi allenare al 100%. Comunque a settembre si torna sui libri. Mi iscriverò alla Magistrale”.  

a cura di Pietro Illarietti

 

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