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07/06/2020
ANDREA GOBBER: PREMIAMO L'AGONISMO
Nazionale

FIERA DI PRIMIERO (TN): Andrea Gobber, ingegnere funiviario della Valle di Primiero, è un volto nuovo del Consiglio Federale FISO anche, se il suo viso non è certo sconosciuto agli orientisti. Dirigente dell'US Primiero, dove è responsabile della sezione di Orienteering, nella vita si occupa di progettazione e sicurezza negli impianti a fune.

Determinato, meticoloso e pianificatore, ha acquisito 2 ruoli strategici per la FISO come l'agonismo giovanile e lo Sci Orienteering. Per chi non lo sapesse Gobber ha anche un passato da atleta agonista nel mondo dell'orientamento, avendo vestito la maglia della Rappresentativa Nazionale Junior e quella del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro di Moena. 
 
E' lui che ci introduce al nuovo ruolo ed al suo impatto con il mondo FISO.
 
"Abbiamo un Consiglio che sta lavorando molto e che è guidato da un ottimo Presidente. Ogni consigliere proviene da esperienze diverse, ma c'è armonia e dialogo, ottimi presupposti per procedere nel migliore dei modi".
 
Iniziamo dall'agonismo giovanile, argomento delicato.
 
"Paliamo di una cosa nuova, e mi riferisco al mio incarico, che non c'era nella FISO. Dimostra la volontà del Presidente e del Consiglio di mettere le società e i giovani atleti al centro del progetto. Un tema importante. Come primo passo si sono portati all'attenzione della maxi commissione gli obiettivi del prossimo quadriennio. Lo schema generale è stato presentato e sarà approvato nella prossima riunione di Consiglio. Sarà la nostra mission".
 
Gobber aggiunge: "Vogliamo lavorare su tutti i livelli iniziando dalla base. E' infatti importante aumentare il numero delle società che lavorano con i ragazzi, incrementare il numero di giovani che arrivano all'agonismo dalla promozione. Dobbiamo studiare progetti che coinvolgano ragazzi e società per arrivare ad aumentare il livello agonistico e tecnico. Ogni ragazzo che entrerà a far parte delle squadre nazionali giovanili dovrà essere seguito da un allenatore di società o personale perché è importante impostare un metodo di allenamento fisico serio e duraturo nel corso degli anni. Con gli allenatori squadre nazionali giovanili si dovrà lavorare sulla rifinitura tecnica: per esempio con i giovani più promettenti andrebbero organizzati dei campi di allenamento sui terreni dove si svolgeranno le competizioni internazionali gli anni seguenti". 
 
Non è finita qui: "A livello assoluto vorremmo arrivare a dare maggior supporto e visibilità agli atleti di spicco con potenzialità internazionali. Valorizzare l'atleta di alto livello è importante per dare una visione ai giovani che tra qualche anno arriveranno in Elite. Vorremmo inoltre che i ragazzi capissero che chi entra in Nazionale ha degli onori ma anche obblighi: impegno e costanza negli allenamenti in primis. Tutto questo non può essere fatto subito, ci vogliono degli anni, fissare degli obiettivi è un buon punto di partenza".
 
C'è anche lo Sci Orienteering tra i suoi incarichi:
 
"Nelle prossime settimane dovremmo inserire altre persone nella Commissione dello Sci-O. Stiamo raccogliendo la disponibilità da persone residenti in diverse regioni. Inoltre FISO e IOF stanno lavorando per far pressione sul CONI per inserire lo Sci-O come sport dimostrativo alle Olimpiadi". 
 
Gli step: "Per arrivarci dovremo esser presenti pure a tappe intermedie come l’European Youth Olympic Festival (EYOF) che si svolgerà a Tarvisio nel 2023 e le Universiadi invernali 2025 di Torino per poi essere presenti, speriamo, a Milano Cortina 2026". 
 
Gli obiettivi: "Nel breve saranno quello di dare un po' di slancio al movimento, in primis con un calendario gare degno di tal nome. Vorremmo coinvolgere le società con prove interessanti non solo dal punto di vista tecnico, ma anche geografico in zone strategiche di confine. In questo modo qualche straniero in più potrebbe essere al via, garantendo numeri e qualità superiori".
 
Gobber aggiunge: "L'altro tema è motivare gli atleti presenti ora, trasferendo loro questa vision di settore. Dobbiamo investire sugli atleti più forti. Prendiamo ad esempio Stefania Corradini: è ormai una top 10 a livello internazionale. Lo scorso anno alle Universiadi abbiamo perso una medaglia per poco, è arrivato un 5° posto nella prova a squadre della coppia Stefania-Francesco Corradini. E' mancato veramente un pizzico di fortuna. Dobbiamo mettere in condizioni ideali questi atleti che si allenano 700-800 ore l'anno perché sull'alto livello sono i dettagli a fare la differenza".
 
 
a cura di Pietro Illarietti

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