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VENOTTE: SI CORRE NOTTE E GIORNO A VENEZIA E PORTOGURARO

VENEZIA – Sono oltre 600 gli atleti attesi alla Venotte, la classica di inizio stagione che attira gli orientisti italiani e non solo. L’evento del prossimo weekend, 21 e 22 febbraio, vede Orienteering Galilei e Orienteering Laguna Nord Venezia impegnate nell’organizzazione di una prova di carattere regionale, ma in grado di esprimere un elevato livello tecnico, con oltre 100 atleti provenienti dall’estero.
Si inizia sabato sera con la classica Venotte, con Federica Anedda direttore di gara e Thomas Michelin al debutto come tracciatore. Il giorno seguente ci si sposta a Portogruaro, con Luca Rosato a tracciare.
LA GARA
Ci sono gare che si corrono con le gambe e altre che si corrono anche con gli occhi, con il fiato sospeso, con la meraviglia. Le due prove che attendono gli orientisti il prossimo fine settimana – Venezia in notturna e Portogruaro – appartengono a questa seconda categoria: percorsi che non sono solo tracciati, ma vere e proprie esperienze.
Venezia in notturna: l’orienteering che accende la città
Correre a Venezia di notte è un privilegio raro. Le calli sembrano restringersi, i ponti si moltiplicano e si specchiano nei rii, diventando parte stessa del percorso. La città, liberata al calar della sera dal frastuono del giorno, si trasforma in un labirinto silenzioso dove ogni svolta è una sorpresa.
Le ombre dei palazzi sembrano muoversi insieme agli atleti. Le luci dei lampioni tracciano linee che non compaiono sulla mappa. I campi e i campielli, improvvisi e inattesi, diventano piccole piazze d’arrivo intermedie. I ponti, tanti, tantissimi, scandiscono il ritmo della gara come un metronomo antico.
È una prova che chiede attenzione, intuito, capacità di leggere il buio e il coraggio di perdersi per poi ritrovarsi più forti di prima. Un crocevia di emozioni che solo Venezia sa offrire: l’acqua dei canali che accompagna la corsa, il silenzio improvviso di una calle deserta, la magia di una città che sembra sospesa nel tempo.
Portogruaro: tra storia, architetture e scorci inattesi
La città di Portogruaro è diversa, ma altrettanto affascinante. Qui l’orienteering si intreccia con la storia, con le geometrie eleganti del centro, con i portici che si aprono come corridoi naturali, con i mulini sul Lemene che sembrano usciti da un dipinto.
Il percorso alterna vie medievali che costringono a scelte rapide, passaggi stretti che obbligano a rallentare e osservare, scorci d’acqua che accompagnano la corsa come una cornice, architetture rinascimentali che fanno da quinte teatrali alla gara. È una prova più “classica”, ma non per questo prevedibile. Portogruaro sorprende con i suoi cambi di ritmo, con i suoi angoli nascosti, con quella bellezza discreta che si rivela solo a chi sa guardare con gli occhi giusti.
Due gare, un’unica anima
Venezia e Portogruaro sono due mondi diversi, ma uniti da un filo comune: l’orienteering come scoperta, come avventura, come modo di leggere il territorio con occhi nuovi. A Venezia si corre nella poesia del buio. A Portogruaro si corre nella bellezza dell’acqua che si apre davanti ai passi. In entrambe, si corre dentro un paesaggio che non è solo sfondo, ma protagonista.
Importante: prestate sempre attenzione alle persone mentre gareggiate
p.i.