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SIGLATO A ROMA L'ACCORDO PER PROJECT ORIENT


(Il gruppo di lavoro durante la seduta in Sala dei Presidenti presso Palazzo H del CONI ).

(Il gruppo di lavoro del Projec Orient in posa allo Stadio dei Marmi di Roma durante una pausa).
ROMA: E' stato siglato questa mattina a Roma il protocollo che ha dato il via ufficialmente a Project Orient, il progetto di inclusione sociale internazionale finanziato dall'Unione Europea e che ha una dutata di 3 anni. L'iniziativa è volta allo sviluppo dell'inclusione attraverso lo sport, in particolare il Trail-O.
Alla giornata, che è stata anche un momento di lavoro e che ha sviluppato i punti focali di sviluppo come i principi di valorizzazione del progetto, gli aspetti finanziari, di comunicazione e sportivi.
Sono intervenuti Sergio Anesi, Commissario Straordinario FISO, Vincenzo Di Cecco, project manager, i consulenti di progettazione Gianluca Antonucci e Adele Di Marcello dell'Associazione Progetti Sociali, i tecnici Alessio Tenani e Cesare Tarabocchia, Simonetta Malossini e Tina Di Tommaso.
Sono 5 le nazioni rappresentate e 7 i soggetti coinvolti.
Partecipano al progetto europeo come partner:
- Comune di Vasto, Abruzzo
- Fundacio Privada Trinijove, Barcellona Spagna
- Czech Orienteering Federation, Praga Rep. Ceca
- Progetti Sociali SRL Impresa Sociale, Pescara
- Latvijas Orientesanas Federacija, Riga Lettonia
- Orientacijski Klub, Trzin Slovenia
Il progetto ORIENT: Orienteering for the Inclusion of disadvantagEd people iN sporT intende favorire e incoraggiare l'inclusione sociale e delle pari opportunità nello sport, strutturando un'attività in grado di sostenere l'organizzazione di eventi (sia amatoriali che pro), aumentando anche il numero di praticanti il Trail-Orienteering.
Gli obiettivi:
1. Sviluppare un'analisi delle migliori pratiche già realizzate nei paesi partner per progettare competizioni di orientamento aperte alle persone con disabilità. L'analisi identificherà le principali caratteristiche degli approcci descritti e delle competenze specifiche che un allenatore e gli operatori che lavorano con persone con disabilità devono avere.
2. Progettare un modello operativo per la realizzazione di eventi di orienteering sui vari territori dei partner. Questo modello si basa sulle caratteristiche delle migliori pratiche identificate e sarà utilizzato per testare le competizioni di orientamento attivate operativamente nei territori dei partner. Inoltre, il modello includerà l'analisi delle competenze sopra menzionata. Questa analisi porterà alla strutturazione di percorsi didattici e corsi di formazione per istruttori, tecnici e formatori.
3. Creare una rete di organizzazioni che si occupano di orienteering e di professionisti nel settore dello sport, della scuola, dei servizi alle persone con disabilità. La rete si occuperà dell'organizzazione delle attività di orientamento di precisione nei territori dei partner anche dopo la conclusione del progetto.
4. Sviluppare un software specifico
da Roma, Pietro Illarietti