FISKY: NELLA SAUZE SKYSNOW RACE VINCONO DANIELE E CALOSSO
aperte le iscrizioni al seminario 'Il Dirigente come architetto di contesto nella gestione delle organizzazioni sportive'
C-O: PER GLI AZZURRINI UN WEEK END DI COSTRUZIONE TRA AGONISMO E TEAM BUILDING
VENOTTE: SI CORRE NOTTE E GIORNO A VENEZIA E PORTOGURARO
LA STAGIONE DELLE NAZIONALI SI APRE A KOZINA CON LA LIPICA OPEN
LOMBARDIA: LA MTBO CRESCE CON UN CALENDARIO 2026 RICCO
A PRATO VALENTINO - TEGLIO VINCONO ANNA HOFER E LORENZO ROTA MARTIR
OLIMPIADI, MEDAGLIE E ORIENTISTI... PARTE 2
MTB-O: UN TRAINING CAMP PROFITTEVOLE, TOSTO E... ASSOLATO

Si è concluso a Murcia (Spagna) il primo training camp stagionale della Nazionale italiana di MTB-O, un raduno che ha segnato l’avvio concreto del percorso di preparazione verso gli appuntamenti internazionali 2026.
Otto giorni pieni di lavoro, carichi importanti e numeri significativi, in un contesto ambientale tecnico e selettivo che ha messo alla prova il gruppo azzurro sotto ogni punto di vista.
Il gruppo azzurro
Al raduno hanno partecipato:
-
Iris Pecorari (Orienteering Pinè)
-
Rado Kalc (Gaja Orienteering)
-
Matteo Traversi Montani (Orienteering Pinè)
-
Michele Traversi Montani (Orienteering Pinè)
-
Riccardo Rossetto (Misquilenses)
-
Michel Wild (Haunold)
-
Fabiano Bettega (GS Pavione)
A guidare la squadra il tecnico Laura Scaravonati, affiancata dal fisioterapista Michele Vello e dall’assistente Antonio Loss, recentemente rientrato a collaborare attivamente con la Nazionale.
I numeri del camp
Il bilancio finale racconta con chiarezza l’intensità del lavoro svolto:
-
8 giorni pieni di allenamento
-
11 allenamenti tecnici
-
esercizi specifici (memory, segui linea, solo curve…)
-
percorsi classici con analisi serale su Livelox
-
-
10 allenamenti fisici
-
1 traversata del Parco Naturale El Valle
-
100 km
-
2.500 metri di dislivello
-
single track e sterrate tecniche
-
Totale camp:
-
28 ore di attività
-
430 km percorsi
-
8.800 metri di dislivello
-
186 punti di controllo
Un volume di lavoro significativo, costruito su doppie sedute quotidiane e su mappe nuove, ideali in ottica Coppa del Mondo in Ungheria ed Europei tra Portogallo e Spagna.
Terreni tecnici e resilienza
Il raduno si è svolto in un contesto inizialmente complicato: forti raffiche di vento hanno condizionato il viaggio e creato disagi logistici nei primi giorni. Una volta sul campo, però, il meteo è stato favorevole, con sole pieno e condizioni ideali per allenarsi.
Dal punto di vista tecnico, i terreni si sono rivelati estremamente selettivi: rocce affioranti, sassi mobili, tratti sconnessi che hanno provocato diverse cadute.
Il commento del tecnico Laura Scaravonati fotografa bene lo spirito del gruppo:
“I ragazzi hanno dimostrato grandi doti fisiche e di resilienza. Abbiamo messo tanti chilometri e tanto dislivello nelle gambe su terreni complessi con rocce e sassi liberi che hanno causato numerose cadute, ma nessun atleta ha rinunciato ad uscire nonostante evidenti escoriazioni. Il meteo è stato decisamente favorevole con sole forte ogni giorno. Training camp nel complesso davvero interessante e tosto come volevo.”
Un passaggio chiave verso il 2026
Il training camp di Murcia rappresenta un primo tassello strutturale nella costruzione della stagione internazionale. Dopo mesi di lavoro indoor sui rulli, il gruppo ha potuto finalmente trasferire il lavoro fisico su terreni reali, integrando componente tecnica e resistenza specifica.
Ora gli azzurri rientreranno a casa per un periodo di lavoro individuale prima del prossimo appuntamento ufficiale: il training camp pre-Europei in programma tra Portogallo e Spagna dal 6 al 16 marzo, che comprenderà quattro gare internazionali.
Murcia lascia in eredità chilometri, dislivello, analisi tecniche e – soprattutto – la consapevolezza di un gruppo compatto, resiliente e pronto ad affrontare una stagione che si preannuncia intensa e strategica per il futuro della MTB-O azzurra.
P.I.