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06/05/2021
#EOC2021: MATTIA DEBERTOLIS, CERCO LA BRILLANTEZZA
Squadra Naz.

PRIMIERO (TN): Mattia Debertolis, 25 anni tesserato per l'US Primiero è da qualche tempo rientrato in Italia dal suo soggiorno svedese dove si è trasferito per questioni di studio e sportive. In Svezia è infatti tesserato per Lidingo, sodalizio che ha accolto in passato anche un altro azzurro, Klaus Schgaguler.  

Il primierotto, che ha vissuto un periodo opaco nel 2019 a causa della mononucleosi, è sempre focalizzato sull'alto livello e ci spiega il suo avvicinamento agli EOC 2021. Per noi è anche il momento per fare con lui un punto della situazione sulle sue aspiraizoni agonistiche.

"Dopo l'esperienza in Svezia - esordisce lo stesso Debertolis -  mi sento molto cambiato. Parlando di Orienteering devo dire che verso la fine dell'inverno stavo molto bene fisicamente, emotivamente carico e motivato. Era da tanto che non gareggiavo e volevo presentarmi al meglio in questo 2021. Avevo chiuso in crescendo il 2020 con la convocazione all'Euromeering che poi non si è tenuto". 

Il trentino aggiunge: "Dopo un buon inverno con più quantità e qualità rispetto al solito, credo di essere migliorato fisicamente e tecnicamente. Il confronto con atleti della nazionale svedese è stato fondamentale".

La stretta attualità non lo vede però al top. "Vero. Vengo di un periodo poco positivo. Forse ho esagerato con un blocco di lavoro che potrebbe avermi portato ad un affaticamente che non ho ancora recuperato".

I risultati confermano questa mancanza di brillantezza. "A Schio ho limitato i danni, il giorno a Montecchio invece è andata male. A Serina mi ha aiutato il fatto che la prima parte della Sprint era in discesa. Poi nella Long mi sono dovuto ritirare". 

A questo punto viene naturale chiedersi come vada ora. 

"Nei giorni scorsi ho sostenuto un allenamento con la Pol. Masi per simulare la gara del Cansiglio e mi pareva di stare meglio. Non è il migllior  viatico per gli Europei, ma devo rimanere tranquillo. Questo week end in Cansiglio sarà un altro test importante. Ci aspettano sicuramente 2 gare impegnative dal punto di vista tenico e fisico. Considerato il tipo di terreno direi che la tecnica sarà fondamentale. Personalmente lo ritengo un debutto. Non avevo mai gareggiato in passato qui, se non nella zona nord". 

Nelle gare importanti, anche internazionali, sei comunque stato in grado di sfoderare ottime prestazione.

"E' così, anche se ultimamente non ne ho disputate molte. Come vi dicevo nel 2019 la mononucleosi mi ha debilitato. Ho cercato comunque di prendere il buono anche in quell'occasione. A fine anno avevo conquistato la convocazione per la Coppa del Mondo, poi saltata per infortunio. Il 2020, come sapete, è stato caratterizzato dal Covid e ora si torna". 

Salute permettendo, cosa ti aspetti da questi EOC2021?

"Viste le premesse non saprei bene cosa aspettarmi. Spero comunque di essere pronto e di fare una buona gara. Punto tutto sulla Sprint e Knock-Out. E' una scelta dei tecnici, ma credo sia giusto così visto che del gruppo mi reputo il meno in forma".

Chi i più in forma?

"Riccardo Scalet sicuramente, è lui quello da guardare. Poi anche Francesco Mariani che è giovane, ma di corsa sa esprimersi bene. Pure Sebastian Inderst, che ha avuto un inverno travagliato per infortunio, è arrivato pronto alle gare di selezione". 

Come vivi questo ritorno alla normalità?

"Gli Europei. saranno la prima grande gara post pandemia. Sarà molto diversa rispetto a ciò che siamo abituati perchè non ci sarà pubblico. L'aspetto postivo è che gareggiamo. Poi speriamo che torni presto il pubblico che è sempre un qualcosa in più".

Parlando di vita privata. Ora dove vivi?

"Al momento sono in Italia, ma sto frequentando in Svezia dove sono iscritto a un Master in Ingeneria Civile e Architettura". 

L'esperienza Lidingo.

"Molto positiva. Con questo team ho appreso una mentalità differente. E' molto bello poter svolgere 3 allenamenti a settimana per gli Elite e in inverno uno in notturna. Terreni e organizzazione sono il top. Ci siamo allenati anche a -13 gradi e tanta neve, ma nessuno si è lamentato. In gruppo i sacrifici pesano meno". 

Come hanno vissuto la Pandemia gli svedesi?

"Inizialmente con molte restrizioni. Non si può fare aggregazione, fare la vita da club house. Attualmente la gestione è agli opposti rispetto all'Italia. Le mascherine non sono obbligatorie, solo consigliate. Quando sentivo parlare della zona rossa in Italia mi ritenevo fortunato ad essere in Svezia. Di fatto hanno solo messo dei limiti negli spazi chiusi con un numero di  persone per metro quadro e la chiusura ristoranti dalla 20:30. Qui invece è più stressante dal punto di vista media con un martellamento costante". 

DEBERTOLIS NEL 2020

a cura di Pietro Illarietti

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