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08/05/2021
#EOC2021: CATERINA DALLERA, HO LAVORATO SODO, MA NON CREDO AI MIRACOLI
Squadra Naz.

(Caterina Dallera in azione durante la gara di Dossena. La milanese non reputa lo sport un sacrificio. Sotto nella Sprint di Montecchio).

E' uno devi volti nuovi della Squadra Nazionale per gli EOC 2021: Caterina Dallera, 20 anni a giugno, residente a Milano Città Studi, è attualmente studentessa in Ingegneria Civile presso il Politecnico meneghino. Per lei quella per EOC2021 è la prima convocazione nella Nazionale Assoluta ad un grande evento internazionale. Ha scelto di non essere al via del week end in Cansiglio per concentrarsi sull'imminente impegno continentale. La lombarda mostra subito un piglio deciso.

La convocazione? "L'ho voluta fortemente. Con il mio allenatore, Maurizio Todeschini, abbiamo deciso di provarci ed è andata bene. Alla luce delle incertezze internazionali, questo svizzero, era uno dei pochi eventi garantiti. Abbiamo così deciso di metterci alla prova". 

Manca poco all'appuntamento. E' stato un percorso ricco di sacrifici quello affrontato per arrivare in azzurro?

"Io non li chiamo sacrifici, sono scelte ed ho voluto investire il mio tempo in qualcosa che non fosse solamente l'università. Mi piace allenarmi e correre". 

Ti sei definita figlia d'arte?

"Sì perchè mio padre pratica l'Orienteering da tanti anni, ma non è mai stato un atleta della nazionale". 

Orienteering a Milano.

“È difficile praticarlo, non è il posto ideale però cerchiamo di organizzarci, soprattutto nel week end, per svolgere allenamenti in giro per le varie mappe. Ora farò la patente e sarà più semplice muovermi. Le carte mi Milano le so a memoria ormai”.

Si parte. Sei emozionata?

“Non ho grande esperienza internazionale. Ho fatto un JWOC, 2 anni fa. Sono eccitata in positivo. Felice di esserci e non vedo l'ora di correre. Sarà importante stare calmi per non commettere errori. Comunque sono pronta e preparata. Ho lavorato sodo”.

Dove senti di essere una specialista e cosa ti aspetti?

“Non ho pressioni. L'obiettivo è fare il meglio senza rimanere vittima dell'ansia. Correrò in tutte le gare in cui mi faranno disputare: Staffetta e le varie qualifiche. Sono molto pragmatica, non credo ai miracoli e quindi vado per fare esperienza e capire quale sia il mio posto in gruppo”

Saresti contenta se..

“Se riuscissi ad esprimere il mio potenziale”. 

La stagione sin qui:

“Mi sono allenata tanto. Quest'inverno non ero a Milano, ma nel bolognese dove ci siamo spostati prima della zona rossa. Non è stato facile tenere alta la motivazione, allenarsi la sera al buio”.

Una valutazione dei risultati ottenuti:

“Il primo week end di gare sono arrivata 3^ delle italiane, il sabato, e la domenica 1^. Parlo di Lonigo e Montecchio. Lì ho provato grande grande felicità, anche se le gare non sono state perfette. Poi Schio e Velo d'Astico dove non ho disputato le gare delle vita. Devo dire che sono costante e questo è per me un buon segno. A Serina un 2° posto e soprattutto ho vinto la Long W20, non vincevo in bosco da tempo. Il successo e mi ha dato molta carica”.

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Mattia Debertolis

 

a cura di Pietro Illarietti

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