BUONA PASQUA DALLA FISO
MTB-O: IN ONDA SU RAI SPORT IL LUNEDI' DI PASQUETTA ALLE 16:50
SKYRUNNING: TEMPO DI TEST AL CERISM E MONTE CORONA
SKYRACE: A VILLACIDRO VINCONO ARRIGONI E BUCHAUER
MTB-O: A OSOPPO BETTEGA E PECORARI CAMPIONI ITALIANI MIDDLE
MTBO: LA SPRINT VEDE BETTEGA E PECORARI VITTORIOSI A OSOPPO
CERISM E FISKY: PROSEGUE LA COLLABORAZIONE SCIENTIFICA
PRESENTATA A CREMONA LA COPPA ITALIA DEL 12 APRILE
#1 A TU PER TU CON IL MITO: JORGEN MARTENSSON
SVEZIA: Jörgen Mårtensson, svedese, (nato 4 dicembre, 1959) è stato uno degli orientisti di maggior successo di tutti i tempi. Due volte vincitore del Campionato del mondo, ha vinto anche la 5 giorni O-Ringen nel 1981 (a 21 anni), 1996 e 1997 (a 37 anni). Inoltre, ha conquistato il campionato svedese Marathon nella Maratona di Stoccolma nel 1993. Ha avuto una delle più lunghe carriere orientistiche a livello mondiale, partecipando ai campionati del mondo per 17 anni.
Attualmente lavora nel settore del turismo sportivo, soprattutto nello dello Sci di fondo, del running e, ovviamente, dell'Orienteering con il PWT.
- Lei è stato uno dei più grandi campioni di questo sport. Quali le differenze tra la sua epoca ed oggi?
Se intendiamo la differenza tra Orienteering Elite al mio tempo e quello odierno direi che è cambiato molto per quanto riguarda mappe, preparazione e molti altri fattori che reputo importanti. Analizziamo meglio la situazione.
Mappe: Oggi le o-mappe sono molto più precise e corrette rispetto a quando ero Elite. Con le linee di contorno laser, abbiamo vissuto una rivoluzione positiva. L'orientista di oggi si può fidare delle mappe molto più di quello che si poteva fare in precedenza. L'Orienteering è ora più facile se paragonato a quando ero un Elite. Personalmente commetto errori molto raramente al giorno d'oggi, ma negli anni passati si sono viste spesso storie di medaglie perse a causa delle mappe poco precise.
Allenamento: Quando sono cresciuto ed ho iniziato un tipo di allenamento più intenso (da 14-15 anni), avevo attorno a me molte persone che si preparavano duramente per arrivare ad un alto livello sportivo. Diversi gli obiettivi: essere un ottimo orientista, far parte di un team per Staffeta nella 10Mila o Jukola, oppure per qualificarsi ai Campionati svedesi. Mi piaceva allenarmi duramente ed è stato facile mantenere la motivazione quando ci si confrontava con gli atleti esperti del club e cercare di raggiungere il loro livello fisico. Crescendo, ho anche imparato a allenarmi duramente per conto mio ed il fisico mi ha permesso di raggiungere un livello tale da farmi sentire più a mio agio in gara. I paesi nordici, e la Svizzera hanno sempre avuto i migliori top runners. Alla fine della mia carriera però anche la Gran Bretagna e l'Europa orientale sono migliorati.
Oggi, ho la sensazione che in Norvegia abbiamo alcuni top runners ma allestire una formazione intera è molto difficile. Svezia e Norvegia non sono più come prima. Infatti anche altri paesi sono in grado di ottenere medaglie e molti atleti dal Sud e dall' Sst Europa si uniscono ai club della Scandinavia per diventare orientisti di livello. E' interessante vedere ciò e personalmente sono felice quando i nuovi Paesi hanno successo. Molti orientisti sono talenti anche in altri sport e se hanno successo in un'altra disciplina, dove ottengono più soddisfazioni per quanto riguarda la copertura media e gli sponsor, diventa difficile tenerli all'interno del nostro movimento. Speriamo che il "nuovo Consiglio IOF" possa aiutare l'Orienteering ad essere forte e popolare anche tra il grande pubblico, i media e gli sponsor, in modo che gli orientisti di domani possano contare su qualche risorsa in più. Penso che abbiamo una buona chance da giocare a partire dalla scissione dei Mondiali tra Sprint in città e le prove in bosco.
Eventi: Quando gareggiavo avevamo i campionati del mondo ogni due anni, solo sulla distanza classica (ora chiamata a lunga distanza) mentre l'altro evento in programma era la Relay. Avevamo inoltre i Campionati Nordici ogni due anni e circa a metà della mia carriera è stata introdotta la Coppa del Mondo, pure quella ogni biennio. Infine nel finale della mia carriera ho iniziato a disputare la distanza breve, quella che oggi è la Middle.
Oggi abbiamo i Mondiali ogni anno, i Campionati Europei (ogni due anni) e la Coppa del Mondo (ogni anno) più molti altri eventi importanti. Quando gareggiavo io avevamo più tempo per la preparazione di base e tra un grande evento e l'altro. Penso però che sia un bene che abbiano diviso in WOC Forest-WOC e Sprint-WOC in futuro darà agli atleti una migliore possibilità di prepararsi meglio e può aiutare l'economia nel settore dello sport.
- Cosa ne pensa del movimento dell'orienteering italiano?
L'Italia è uno dei Paesi che procedono a grandi passi nelle varie discipine dell' Orienteering. Il problema di fonto è che il nostro non è uno sport olimpico e per questo tutte le federazioni hanno perso nel tempo parte del sostegno economico che è di importanza vitale per lo sviluppo della disciplina. Spero davvero che l'Orienteering comunque si faccia più forte e che più persone possano scoprire e capire la formula unica del nostro mondo. Per quanto riguarda il movimento italiano dico che avete un bel settore giovanile e credo nella crescita di Ricardo Scalet e degli altri atleti dell'Orienteering tricolore. Il futuro è nelle vostre mani. Per completare il mio discorso aggiungo che l'Italia ha un terreno meraviglioso e antiche città perfette per l'Orienteering. Lo ritengo quindi è un buon Paese. Potenzialmente può diventare uno dei top al mondo, in futuro in grado di ospitare nuovamente eventi importanti.
a cura di Pietro Illarietti