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12/01/2023
VERENA TROI: IL SEGRETO PER L'ALTO LIVELLO? DIVERTIRSI
Squadra Naz.

(Uno scatto di Verena Troi a Idre Fjaell, in Svezia, alle gare di Coppa del Mondo 2021).

SETTEQUERCE (BZ): Dopo 3 anni intensi, Verena Troi ha lasciato il suo ruolo di tecnico, dedicato al settore femminile, all’interno della Squadra Nazionale C-O. Per lei, si chiude un percorso di lavoro e soddisfazioni, non privo di difficoltà.  

Una carriera da agonista, una pausa per le 3 gravidanze, ed un ritorno ad alto livello. Questa l’estrema sintesi la parabola sportiva dell’altoatesina che si è sicuramente ritagliata un ruolo di prestigio in seno alle squadre FISO. Persona concreta e in grado di pesare le parole, Troi si è dedicata con professionalità al ruolo riuscendo ad entrare nelle mille sfaccettature degli atleti, in particolare alle ragazze che, ci spiega “ragionano in modo diverso”. Un lavoro di ascolto, riflessione e ragionata condivisione dei pensieri. Un confronto costruttivo che le ha permesso di conquistare la fiducia e la stima degli azzurri e non solo.

Al termine del percorso da tecnico sono emerse alcune considerazioni che condivide con noi.

“Innanzitutto, devo dire che è stata un’esperienza intesa, bella e molto impegnativa. Non sono mancate le situazioni difficili, come spesso accade, ma che andavano gestite. Non è semplice far combaciare le esigenze di tutti e mantenere gli equilibri. Selezionare un atleta, escluderne un altro, è sempre complesso. Non si può accontentare tutti. Però è giusto così, bisogna fare delle scelte”.

Il ruolo di tecnico ha richiesto tempo ed energie. “Non siamo riusciti a fare tutto quello che volevamo. – precisa la tesserata del TOL – ma la dedizione non è mancata”.

Cosa rimane al termine di questo percorso?

“È difficile fare l’atleta e trovare un equilibrio. Si deve convivere con ambizioni e delusioni. E anche quando ottieni un risultato importante, nella nostra disciplina, non ricavi grandi vantaggi economici. Per questa ragione ho imparato che, sia nel ruolo di tecnico che in quello di atleta, devi assolutamente divertirti e trovare lo spirito giusto. Non è detto che il successo arrivi, per tanti motivi (emozioni che portano all’errore o un problema fisico) e quindi devi riuscire a stare bene anche psicologicamente”. 

Troi è già immersa nella sua nuova vita che la vede anche impegnata in una nuova attività lavorativa. “In genere ho poco tempo libero. Sempre più, lavoro e famiglia, sono totalizzanti. Per il resto seguo da vicino la preparazione di un’atleta che reputo molto promettente. Dal punto di vista sportivo nel 2023 cambio categoria. La Long, senza allenamento adeguato, non è più fattibile. Non è piacevole gareggiare e soffrire, per questo sarò in W35”.

Viene naturale chiedersi quali siano stati i ricordi più belli dell’esperienza con la Nazionale. 

“I primi pensieri vanno ad alcune trasferte molto belle, soprattutto i training camp. Forse la parte più gradevole, con meno pressione. Alle gare infatti c’è tensione e come coach devi gestire varie situazioni. Se devo citare un’esperienza particolare allora dico quella sostenuta in Val di Non, coordinata da Misha Mamleev, e con tanto lavoro in bosco. Oppure la sessione di febbraio 2022 con Stefano Raus, a Bolsena”. 

Quale consiglio daresti nuovi arrivati?

“Credo che Stefano Raus abbia già tanta esperienza e può tranquillamente continuare su questa strada. Sta sviluppando un lavoro bello importante, impegnandosi molto. Il consiglio è quello di non esagerare con il lavoro perché a volte l’entusiasmo può portare a strafare”.

Invece tra le donne che è il settore che più conosci, cosa lasci?  

“Nel settore Sprint abbiamo Caterina Dallera che, fisicamente e tecnicamente, se la cava. Forse non è cresciuta come si aspettava nel 2022, ma basta avere un pizzico di pazienza ed il futuro sarà suo. Le carriere non sempre hanno uno sviluppo lineare, ma ha potenziale ed è seria con un approccio positivo allo sport. Abbiamo poi Annarita Scalzotto, è forte ed ha potenziale. Viola Zagonel è una ragazza sicura, mentre Jessica Lucchetta ha mostrato un grande miglioramento”. 

Guardando al bosco: “Speriamo che Francesca Taufer si riprenda. Vedo bene Martina Rizzi e Anna Pradel. Anna viene da un 2022 sfortunato tra infortuni e problemi di salute”.

Infine la soddisfazione più grande: “Sicuramente quella ottenuta con Carlotta Scalet in Rep Ceca. Li abbiamo ottenuto un risultato inaspettato. Fisicamente lei non era al top, ma su un terreno molto tecnico ha sfoderato una bellissima prova”.

Alcuni dati su Verena Troi

a cura Pietro Illarietti

 

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