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08/01/2023
MTB-O LAURA SCARAVONATI: ADDIO? NO ARRIVEDERCI
Squadra Naz.

(Laura Scaravonati in una foto celebrativa dei suoi 40 titoli italiani).

Dopo 30 anni in maglia azzurra, 24 da atleta e 6 da tecnico, Laura Scaravonati ha deciso di prendersi una pausa dall’Orienteering. Con la fine della stagione 2022, infatti, la cremonese classe 1978 si è dimessa dal ruolo di team leader della squadra nazionale di Mountain Bike Orienteering, al termine di un percorso ricco di soddisfazioni e medaglie. 

“È una decisione maturata nell'ultimo anno – spiega Scaravonati -. Dopo il podio in Staffetta in Coppa del Mondo in Bulgaria dello scorso settembre, un risultato che avevo sempre desiderato, ho capito che la mia avventura era giunta al termine. Il serbatoio delle energie era ormai vuoto e avevo voglia di staccare per un po', tornare a dedicarmi alle mie passioni, allenarmi, andare in palestra, tornare al circolo fotografico, oltre ovviamente ad un lavoro di per sé già impegnativo come quello che faccio all’Arma dei Carabinieri (è Vice-Brigadiere, ndr)”.

Come tecnico si è fatta apprezzare per un metodo di lavoro innovativo, che l’ha portata ad immergersi totalmente nel suo ruolo e, per questo, a spendere tantissime energie nervose. 

“La squadra è cresciuta numericamente negli ultimi mesi, visto che ai 6 atleti Elite abbiamo unito un bel gruppo di giovani – continua l’ormai ex tecnico azzurro -. Simone Bettega mi ha dato una mano nella gestione dei ragazzi più giovani, ma per come intendo io il ruolo dell'allenatore - quindi un impegno a 360° che vada a toccare ogni aspetto della vita dell'atleta, compresa la logistica, gli hotel e l'alimentazione - stava cominciando a diventare un po' troppo stressante. Sia chiaro, è stata una mia scelta dedicarmi al ruolo in maniera così maniacale, non me lo ha imposto nessuno, ma i risultati credo abbiano dimostrato quanto bene abbiamo lavorato. Ciò che secondo me non funzionava quando ero un’atleta, ho cercato di aggiustarlo da tecnico. Ho sempre pensato che i ragazzi dovessero pensare solo alla gara e nient’altro”.

La sintonia con i biker è stata evidente fin da subito, fungendo da chiave per far crescere tutto il movimento: “Sono laureata in psicologia, ho sempre ritenuto che l'aspetto mentale di un atleta sia tanto importante quanto la preparazione fisica, soprattutto quando arrivi ad un Mondiale in cui tutto può succedere e a fare la differenza sono i marginal gains. Per questo ho voluto instaurare un rapporto coi ragazzi di totale fiducia e dialogo, e continuerò ad essere a loro disposizione anche in futuro se avranno voglia di parlare o confrontarsi prima di un appuntamento importante. Ed è proprio questo l'aspetto che mi ha dato maggiore soddisfazione nei miei anni da allenatore, vedere la fiducia che avevano nei miei confronti, mai una protesta, mai nessuno che volesse fare di testa propria. Salutare questi ragazzi non è stato facile, ho pianto e detto loro quanto fiera fossi di quello che avevano fatto”.

I ricordi da portarsi dietro di questi 6 anni alla guida della Nazionale sono davvero tanti e risulta impossibile sceglierne uno più bello degli altri: “La prima grande emozione è stata l’oro di Luca Dallavalle, in Lituania nella Mass Start 2017. Ero appena arrivata e capii subito che stavamo lavorando nella direzione corretta. Poi ricordo con piacere il 5° posto di Fabiano Bettega ai Mondiali Sprint in Danimarca nel 2019, e ovviamente l’incredibile crescita di Iris Pecorari che in due anni ho trasformato in una macchina da guerra. Siamo entrate in totale sintonia, andando alla conquista di medaglie europee e mondiali. Poi voglio menzionare anche il 4° posto di Matteo Traversi Montani agli Europei 2022 in Lituania nella categoria Under17 e il 5° posto nella categoria Junior per la staffetta con dello stesso Traversi Montani con il fratello Michele e Sebastiano Cavagnis. Infine, il già citato bronzo in Staffetta nella Coppa del Mondo in Bulgaria, che è una specialità di squadra che simboleggia bene lo stato di salute di un movimento nazionale. Sono sicura che presto arriverà una medaglia anche ai Mondiali”.

Nel 2023 la squadra azzurra è attesa dagli Europei in Portogallo, i Mondiali in Repubblica Ceca e la prova finale di Coppa del Mondo a Lavarone nel ricordo di Roberto Sartori. Terreni su cui gli azzurri hanno gareggiato diverse volte. “Sono sicura che andranno forte, perché sono terreni che conosciamo già. Li lascio comunque in buone mani, perché Simone Bettega è un tecnico molto preparato che saprà sicuramente fare un ottimo lavoro”.

Dal canto suo, Scaravonati tornerà ad allenarsi per provare a dare filo da torcere a Iris Pecorari ai Campionati Italiani: “Negli ultimi anni mi ha sempre dato 10 o 20 minuti e voglio provare ad avvicinarmi. Il ruolo di tecnico? È un arrivederci, perché la passione di certo non può sparire”.

P.I.

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