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07/10/2026

GLI ATLETI DELLE FIAMME ORO ORIENTISTI PER UN GIORNO

GLI ATLETI DELLE FIAMME ORO  ORIENTISTI PER UN GIORNO

 

Grazie al sostegno di ITAS - Agenzia di Fiera di Primiero e alla collaborazione tra FISO e Fiamme Oro Atletica, una Super Sprint Relay trasforma campioni olimpici e internazionali in “orientisti per un giorno”.

Ad Abano Terme, quando le Olimpiadi Cremisi delle Fiamme Oro Atletica sono arrivate all'ultima prova, il risultato era degno della miglior finale di Coppa del Mondo: 2 a 2 tra la squadra Cremisi e la squadra Grigia. Dopo escape room, dragon boat, degustazione di olio prodotto dalle aziende locali e perfino pallanuoto, tutto si è deciso con una disciplina capace di mettere d'accordo testa, gambe e spirito di squadra: l'orienteering, proposto nel formato Super Sprint Relay a tre frazionisti attorno alla struttura del Thermal Forum.

E così, nel pomeriggio di venerdì 2 ottobre, tra aspettative palpabili, sana tensione agonistica e qualche comprensibile timore di smarrire la retta via, 30 atlete e atleti delle Fiamme Oro si sono trovati prima al briefing tecnico dell'ultima prova. Non proprio orientisti esperti, sulla carta. Non proprio atleti qualunque, nella realtà.

L'iniziativa, fortemente voluta dalla FISO e resa possibile anche grazie al sostegno di ITAS - Agenzia di Fiera di Primiero e all'impegno di Yuri Gadenz, che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione dell'attività di Team Building, aveva un obiettivo semplice ma ambizioso: far conoscere l'orienteering a un gruppo di campioni dell'atletica italiana, portandoli fuori dalla loro zona di comfort e mettendoli di fronte a una sfida nella quale non bastavano velocità, resistenza e talento. È servita anche lettura della carta, capacità di scegliere e, talvolta, l'umiltà di ammettere di essersi persi.

La manifestazione ha visto alla tracciatura Daniele Daniele, con il supporto tecnico di Mattia Rontini e e il supporto dello staff formato da Riccardo Spironelli, Ryan Bombardelli, Melania Tinelli, Pietro Mogno, Irene Malfatti, Pierantonio Pretto.

 A dare una mano sul campo è stata presente anche una rappresentativa azzurra FISO composta da Francesco Mariani, Rado Kalc, Lorenzo Doliana e Matteo Traversi Montani. Inizialmente coinvolti anche Fabiano Bettega e Iris Aurora Pecorari, impossibilitati però a partecipare per motivi personali, al loro posto è entrata in azione Celeste Nike Pretto che, nel giro di poche ore, è passata dalla gestione dei GPS a un ruolo non meno impegnativo: insegnare i primi rudimenti dell'orienteering a un gruppo di olimpionici. Il tutto sotto la supervisione del Presidente FISO Alfio Giomi e della Consigliera Federale Katiuscia Sibiglia, referente del progetto e coordinatrice delle attività di Team Building.

Dietro le quinte, per la Federazione, questa non è stata soltanto una sfida ma anche una piccola prima volta.

«Quello che mi rimarrà soprattutto di questa esperienza è una grande sensazione di privilegio.
Come tecnico insegno Orienteering ai principianti, ma poter dare il primo imprinting del nostro sport a una classe di “super-principianti” fatta di atleti olimpici, olimpionici e campioni di questo livello è qualcosa che probabilmente capita una volta nella vita.
E c’è un secondo privilegio: aver contribuito a costruire una prima assoluta per la FISO, qualcosa che prima non c'è mai stato, facendo incontrare due mondi sportivi così diversi come le Fiamme Oro e l’Orienteering e dando forma, in meno di un mese, a questa nuova collaborazione.
Per trenta atleti abbiamo costruito, scherzosamente, una sorta di “Mini Campionato Super Sprint Relay FFOO”: numeri piccoli, ma la stessa attenzione tecnica, organizzativa e la stessa cura dei dettagli che avremmo potuto mettere in campo per accogliere l’intero movimento orientistico.
Vedere poi con quale competitività, entusiasmo e curiosità gli atleti delle Fiamme Oro si siano messi in gioco, e sentirli alla fine ringraziarci e dirci che avrebbero voluto riprovare, è stata forse la soddisfazione più grande.
Certi eventi non sono soltanto esperienze. A volte aprono qualcosa di nuovo e diventano una piccola pagina della storia di una Federazione. E aver contribuito a scrivere questa prima pagina, per me, è stato davvero un privilegio...» racconta Katiuscia Sibiglia.

La gara ha regalato fin da subito uno spettacolo particolare, perché quando il motore è olimpico anche gli esordienti volano. Sul maxischermo installato sotto la tensostruttura del Thermal Forum si sono alternate immagini di concorrenti lanciati a velocità difficilmente associabili all'attività di lettura della cartina. Volate, cambi di direzione improvvisi, inevitabili 'strambate' e recuperi degni di un racconto di fantascienza: atleti usciti momentaneamente di carta e rientrati sulla rotta giusta a velocità warp, accompagnati dall'incoraggiamento rumoroso dei compagni di squadra. Del resto, è difficile restare impassibili quando sullo schermo scorrono contemporaneamente finalisti olimpici alla ricerca della lanterna e compagni di squadra che dispensano indicazioni con la stessa convinzione di chi, in realtà, non ha la minima idea di dove quella lanterna si trovi.

Tra le prestazioni più brillanti è impossibile non citare Alessio Coppola, autore del miglior tempo assoluto della giornata. Un risultato che, a ben vedere, non nasce proprio dal nulla: nel suo curriculum figurano infatti ben tre partecipazioni a gare scolastiche di orienteering. In un gruppo di quasi debuttanti, si tratta praticamente di un veterano. Subito dietro si è piazzata Rebecca Sartori, che ha fatto registrare il secondo miglior tempo assoluto della gara, dimostrando un notevole feeling con lanterne e percorsi tecnici. Molto convincente anche la prova di Christian Falocchi, capace in prima frazione di portare il proprio team in testa alla gara facendo segnare il secondo miglior crono a pari merito proprio con Rebecca Sartori. E poi Catalin Tecuceanu, impegnato come terzo frazionista: seguito anche tramite rilevamento GPS, ha impressionato per sicurezza e fluidità nella scelta delle traiettorie. Tanto naturale appariva il suo modo di muoversi sulla carta da far nascere più di un sospetto su possibili precedenti nella disciplina. Sospetto che, a quanto pare, era del tutto infondato.

Tra gli episodi più divertenti della giornata da annoverare sicuramente quello di Pietro Riva, autentico esordiente. A fine gara appariva tra i più soddisfatti e divertiti. Del resto, il suo rapporto con l'orienteering è piuttosto indiretto: ne conosce l'esistenza soprattutto perché gliene parla spesso un amico e avversario nelle maratone, tale Matthias Kyburz. Agli orientisti il nome dirà probabilmente qualcosa; agli altri basti sapere che è un po' come conoscere il calcio perché ogni tanto si gioca in giardino con Leo Messi. Perfettamente calati nella parte dei neofiti 'che però sanno già tutto' anche Hassane Fofana, Ala Zoghlami ed Elisa Valensin, che hanno affrontato la prova con curiosità ed entusiasmo, misurandosi fra tempi di percorrenza, scelte di percorso e passaggi di bussola utilizzata simbolicamente come testimone di staffetta.

Da segnalare anche la simpatia con cui molti atleti hanno raccontato le sensazioni tipiche dell'orienteering: l'ansia del perdersi, il sollievo del ritrovare il punto giusto e la responsabilità, amplificata dalla formula a staffetta, di non compromettere il lavoro dei compagni. A osservare la scena anche gli azzurri FISO, che si sono divertiti non poco nel vedere campioni internazionali alle prese con dubbi che ogni orientista conosce bene.

«Della stagione agonistica appena passata, ricordo con piacere il 6° posto dei mondiali, e più nel dettaglio è stata una grande emozione salire sul palco delle premiazioni davanti agli amici e ai familiari, venuti tutti apposta per vedermi correre. Un mondiale in casa non si scorda mai.
Nella giornata di oggi, è stato bello vedere i sorrisi di tutti, anche di quelli che si sono persi di più, che alla fine hanno detto che rifarebbero questa esperienza. D'altronde gli sportivi si mettono sempre in gioco» raccontaFrancesco Mariani.

Alla fine della gara, ad imporsi è stato il team composto da Christian Falocchi, Alessio Coppola e Ludovica Cavalli, ma il successo non è arrivato senza emozioni. Proprio Cavalli, lanciata verso una vittoria apparentemente tranquilla, ha regalato agli spettatori gli ultimi istanti di suspense con un improvviso 'fuori pista' nelle vicinanze dell'arrivo. Per qualche minuto è scomparsa dall'area coperta dal maxischermo, lasciando spazio a dubbi e supposizioni, prima di ricomparire come una vera mezzofondista sa fare: a tutta velocità verso le ultime lanterne e il traguardo.

Seconda posizione per la squadra composta da Linda Olivieri, Matteo Togni e Vittorio Ghedina, mentre il terzo gradino del podio è andato al trio formato da Rebecca Sartori, Elisa Molinarolo (che avrebbe volentieri barattato la bussola con la sua fidata asta, per scavalcare gli ostacoli più impegnativi) e Catalin Tecuceanu.

Tra i più colpiti dall'atmosfera della giornata anche Matteo Traversi Montani:
«Ringrazio il presidente e la FISO per questa bellissima giornata in collaborazione con le Fiamme Oro dell’atletica italiana, è stato davvero bello vedere degli atleti così forti da vicino e molto interessante scambiarci due parole.
Mi ha colpito molto quanto siano uniti e sorridenti, c’era un’atmosfera semplice e alla mano che fa capire che alla fine sono persone normali come noi. Secondo me è proprio questo il segreto per diventare dei campioni: avere i piedi per terra e godersi quello che lo sport può offrire.
D’altra parte, un po’ mi dispiace che noi orientisti non abbiamo la possibilità di vivere qualcosa di simile. Riuscire a trasformare la propria passione in un lavoro sarebbe un sogno per tutti noi.»

Una sensazione particolare anche per Celeste Nike Pretto, protagonista di una sorta di paradosso sportivo:
«Sono tutti campioni, atleti olimpici, olimpionici e di solito sono loro che hanno tanto da insegnare a te. Invece ieri c'è stata l'eccezione: per una giornata ero io che insegnavo a loro: è stato un paradosso, ma è stato proprio questo il bello.»

L'esperienza ha rappresentato un momento significativo anche dal punto di vista tecnico e formativo. Mattia Rontini, tecnico della nazionale giovanile C-O e coordinatore tecnico della Super Sprint Relay, sottolinea:
«L’orienteering è una disciplina che possiede un valore educativo straordinario: mette i ragazzi di fronte a scelte, responsabilità, gestione dello stress e capacità di leggere il contesto. In questo senso, l’esperienza vissuta con gli atleti delle Fiamme Oro ha rappresentato un momento di grande valore.
Per me è stata un’occasione di crescita sia tecnica sia umana: osservare il loro metodo, confrontarsi sulle scelte, condividere approcci e sensibilità diverse ha arricchito il mio modo di lavorare con i ragazzi. Esperienze come questa confermano quanto sia fondamentale offrire ai giovani modelli credibili e opportunità di confronto reale.»

Al termine della Sprint Relay, al di là della classifica, il vero successo è stato probabilmente quello condiviso da tutti i partecipanti. A sintetizzare il risultato dell'esperienza è il Presidente FISO Alfio Giomi:
«Capita raramente di poter dire: è andata meglio di quanto avremmo mai potuto sperare.
La Super Sprint Relay, che ha visto protagoniste dieci squadre, tre atleti ciascuna, e che si è conclusa con il primo posto della squadra delle Fiamme Oro, è andata oltre le più ottimistiche previsioni.
La sintesi di questo successo è la dichiarazione di Elisa Molinarolo, capitano delle Fiamme Oro, sesta nel salto con l'asta agli ultimi Giochi Olimpici:
“Ditemi quando è la prossima gara, perché voglio partecipare”.
Quindi, lasciatemi dire, è stato un grande successo e avrà immediate conseguenze attraverso i rapporti e le collaborazioni fra Fiamme Oro e FISO, che già sono iniziati.
È il corpo dell'articolo a illustrare quanto sia stata piacevole e importante la manifestazione.
Ringrazio tutti coloro – e sono molti – che hanno contribuito al successo della manifestazione e, in particolare, ringrazio il consigliere federale Katiuscia Sibiglia, che ha contribuito in maniera determinante a costruire una manifestazione tanto piacevole e gratificante per tutti.»
(Attenzione! Spoiler alert! Elisa Molinarolo è nata a Soave… dove verrà disputata tra 10 giorni la finale di Coppa Italia sprint?)
Le parole del Presidente sembrano dare ragione a quanto osservato sul campo.

Le Fiamme Oro Atletica hanno scoperto una disciplina nuova, tecnica e sorprendentemente coinvolgente. La FISO, attraverso i propri tecnici, collaboratori e atleti azzurri, ha invece avuto l'opportunità di mostrare il valore sportivo, educativo e umano dell'orienteering a un pubblico davvero speciale.

E forse è proprio qui il punto. Ad Abano Terme non si è disputata soltanto una Sprint Relay. Si è scritta una piccola prima volta: quella di due mondi sportivi che si sono incontrati, hanno corso insieme e si sono divertiti insieme. Perché se è vero che nell'orienteering la difficoltà non è andare forte ma sapere dove si sta andando, allora il bilancio della giornata è semplice: per una volta nessuno sapeva esattamente dove sarebbe arrivato. E proprio per questo, a giudicare dai sorrisi sul traguardo, tutti sembrano avere una gran voglia di ripartire.'

a cura di Stefano Galletti

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