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30/07/2026

APPELLO PUBBLICO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE E SOSTENIBILITA' DELLA FISO

APPELLO PUBBLICO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE E SOSTENIBILITA’ DELLA FISO

GIÙ LE ARMI DAI NOSTRI BOSCHI: IL DDL 1552 MINACCIA LA BIODIVERSITÀ E LA SICUREZZA DI CHI VIVE LA NATURA

La Commissione Ambiente e Sostenibilità della Federazione Italiana Sport Orientamento (FISO) esprime la sua totale e ferma contrarietà al Disegno di Legge n. 1552, noto come 'DDL Caccia'. Questo provvedimento, recentemente approvato al Senato, punta a smantellare i pilastri storici della Legge 157/1992 che per oltre trent'anni ha consentito la tutela della fauna selvatica in linea con l'articolo 9 della nostra Costituzione.

Come sportivi, educatori e frequentatori quotidiani degli ambienti naturali, non possiamo rimanere in silenzio di fronte a una riforma che antepone gli interessi di una minoranza di cacciatori ai beni primari e comuni dell'intera collettività: la salvaguardia dell'ambiente, la protezione della biodiversità e l'incolumità pubblica.

I boschi sono di tutti

L'orienteering è lo 'sport dei boschi' per eccellenza. Migliaia di atleti di ogni età, dalle scolaresche ai professionisti, corrono e camminano tra alberi e sentieri armati solo di mappa, bussola e profondo rispetto per l'ambiente. La natura è la nostra palestra a cielo aperto, un luogo d’incontro e benessere accessibile a tutti.

Il DDL 1552 rischia di trasformare radicalmente questa realtà, riducendo drasticamente i confini della sicurezza per chi pratica sport e cammina all'aria aperta. Estendendo di fatto le possibilità e le aree di caccia, espone a pericoli inaccettabili chiunque decida di frequentare i territori montani e collinari. La sicurezza di chi vive la natura non può essere messa in secondo piano rispetto agli interessi di chi pratica la caccia. I dati sugli incidenti venatori dimostrano che la convivenza ravvicinata tra armi da fuoco e attività ricreativo-sportive sul territorio rappresenta un rischio concreto.

Un attacco ingiustificato alla fauna e alla biodiversità

Le modifiche proposte dal disegno di legge tradiscono un approccio superato, che ignora trent’anni di progressi scientifici e culturali nella tutela della fauna. Il testo tenta di declassare la fauna selvatica da 'bene indisponibile dello Stato' protetto a mero oggetto di 'gestione' venatoria e prelievo. L'ampliamento dei calendari di caccia, l'estensione delle specie cacciabili e l'indebolimento dei pareri scientifici vincolanti dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) mettono a serio rischio ecosistemi già fragili.

Queste preoccupazioni sono ampiamente condivise dal mondo scientifico e dalle principali associazioni per l'ambiente. Inoltre, la stessa Commissione Europea ha sollevato forti dubbi sul rischio di infrazione delle direttive 'Habitat' e 'Uccelli'. Non è accettabile contrabbandare l'attività venatoria come 'azione di bioregolazione' o, peggio, 'attività motoria e sportiva' a tutela dell'equilibrio ecologico. La tutela della biodiversità richiede monitoraggi scientifici rigorosi, pianificazione e interventi specialistici, non la liberalizzazione delle armi nei boschi.

Il nostro appello alle Istituzioni e alla Cittadinanza

La Commissione Ambiente e Sostenibilità della FISO si unisce con forza alla voce delle decine di associazioni che chiedono di fermare l’iter parlamentare del Disegno di Legge. Chiediamo con determinazione:

·       La valorizzazione dello sport sostenibile: le istituzioni devono incentivare le attività motorie che educano al rispetto dell'ambiente e generano economia sana sui territori, non quelle che ne escludono la fruizione collettiva.

·       La tutela prioritaria dell'incolumità pubblica: i cittadini, le famiglie e gli sportivi devono poter frequentare i siti naturali liberamente e senza il timore di incidenti venatori.

·       Il rispetto assoluto dei dati scientifici: le decisioni riguardanti la fauna non devono rispondere a logiche di parte o elettorali, ma basarsi unicamente sul parere vincolante degli enti scientifici preposti.

I boschi, le montagne, le spiagge e i parchi d'Italia sono beni comuni primari. Difendere la natura significa difendere la salute, il futuro del Paese e il diritto di ognuno di noi di vivere l'ambiente in pace e sicurezza.

Invitiamo tutti gli atleti, le società affiliate, gli appassionati dell'outdoor e l'opinione pubblica a sostenere questo appello e a mobilitarsi per proteggere il nostro patrimonio naturale comune prima che sia troppo tardi.

Potete sottoscrivere le petizioni e le campagne di mobilitazione lanciate dalle principali associazioni ambientaliste e animaliste contro il Disegno di Legge sulla caccia utilizzando i collegamenti seguenti:

Ciascun sito richiede pochi secondi per l'inserimento dei dati necessari alla validazione della firma.

inserito da P.I. 

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