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16/01/2021
GIACOMO ZAGONEL: PUNTO ALLA CRESCITA INTERNAZIONALE
Nazionale

(Giacomo Zagonel in azione a Doganaccia. Foto Matteo Dini).

Giacomo Zagonel è il detentore della Coppa Italia di Corsa Orientamento 2020. Lo scorso anno è infatti riuscito nel guizzo finale che gli ha consentito un sorpasso sugli avversari proprio all'ultima gara di Doganaccia. 27 anni, da sempre tesserato per l'US Primiero, Zagonel lavora a Padova presso un Centro di ricerca e sviluppo in ambito industriale. Appena possibile però fugge dalla città per rifugiarsi sulle vette trentine della Valle di Primiero dove si trova anche in questi giorni.

Partiamo dalla fine del 2020 per arrivare ai giorni nostri. 

Vincere la Coppa Italia che significato ha avuto per te dopo alcuni anni non al vertice?

«Per me è stata una bella conferma di come abbiamo lavorato nel 2020. Una stagione particolare che già dallo scorso gennaio avevo iniziato a curare in modo particolare, lavorando molto bene con il mio allenatore Manuel Negrello. Poi tutto è saltato con la Pandemia e quindi la motivazione è un po' calata. Sono comunque riuscito ad allenarmi senza alcun tipo di pressione perchè il calendario era vuoto di eventi, ma ero sempre mentalizzato nell'ottica di una crescita personale anche in vista della stagione seguente. A settembre con le prime gare ho faticato, soprattutto dal punto di vista tecnico. Sentivo comunque che quanto fatto in precedenza era lì a supportarmi e ciò mi ha permesso di riprendere confidenza con le gare. La vittoria in Coppa Italia è stata una conseguenza ed il segno è che ho avuto continuità nei risultati». 

Come mai avevi abbassato la guardia nelle annate precedenti?

«Credo di poter dire per motivi personali e per il lavoro. Dovevo prendere i ritimi e le misure della nuova vita. Sono sempre stato studente e iniziare tutto da capo mi ha destebilizzato. Poi vedevo gli altri allenarsi e fare i camp all'estero mentre io dovevo lavorare. Ecco questo mi ha un po' spento, avevo perso mordente».

Poi è però tornata fuori la fiamma della passione?

«Devo dire che quella non è mai venuta a mancare. Era solo calato l'aspetto competitivo. Andavo sempre  in montagna a correre in alta quota. Forse anche le pressioni e l'essere sempre ad alto livello mi costava sacrificio. Ma l'aver mollato un attimo dalle competizioni internazioali mi ha fatto tornare quella voglia di mettermi in gioco e fare sacrifici. Perchè di sacrifici parliamo . Nell ultime stagioni da Juniror e nelle prime Elite avevo dato tanto. Ero arrivato ad un punto di rottura in cui dovevo prendere fiato».

La presenza di atleti come Riccardo Scalet e Mattia Debertolis ti ha stimolato?

« Devo dire che all'inizio mi ha demotivato. Vedere loro che continuavano la preparazione e non riuscere a fare quei sacrifici mi ha spento. Forse anche quello mi ha portato ad una pausa. Poi però è successo qualcosa a livello mentale, anche il fatto stesso che proprio loro andavano ancora bene. Ecco questo mi ha spinto a riprovare. Io con Riccardo e Mattia mi sento sempre e ci alleniamo assieme. Questo mi ha aiutato nella ripresa del ritmo» .

Ora che sei tornato quale è il tuo obiettivo?

«Per il 2021, ipotizzando che tutto sia normale, sarebbe bello riuscire a far bene alle Staffette con l'US Primiero. Ci sono Nnockout, Staffetta e Sprint Relay. Poi i tricolori Sprint. Guardo a questi impegni sempre in un'ottica di crescita generale personale. Sono rimasto fuori dal giro internazionale per qualche anno ed è importante crescere in quella direzione, abituandosi a sfidare avversari molto forti, come svizzeri e scandinavi. Queste gare di medio termine servono per dare una motivazione in più su cui lavore».  

Cosa ti spinge a dare così tanto all'Orienteering?

«Ci ho pensato pure io varie volte. il fattore economico qui non esiste. Credo sia la passione e l'aspetto legato alla corsa nella natura. Secondo me questo è all'origine di tutto. Come atleta parliamo di un impegno importante, paragonabile ad un secondo lavoro. Avendo iniziato da giovane con lo sport, reputo l'allenamento una routine all'interno della mia quotidianità».

LA ISTAGRAM LIVE DI GIACOMO ZAGONEL

a cura di Pietro Illarietti 

 

 

 

 

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