notizie internazionali
16/08/2016
WOC2016 ANDREA SEPPI: ALTURA E PAZIENZA PER ARRIVARE PRONTO
Squadra Naz.

(Andrea Seppi in azione con la maglia azzurra).

PAVIA: Andrea Seppi è originario dal Friuli Venezia Giulia ma da tempo vive a Pavia per motivi di lavoro. Nell'Orienteering è una punta di diamante della velocità italiana e numerosi sono i titoli tricolore Sprint conquistati dall'azzurro. Ecco per lui le domande by FISO.

Siamo arrivati al momento più importante della stagione internazionale. Vestire la maglia azzurra è sempre un'emozione. Cosa provi prima di un grande evento come questo?

Tanta voglia di correre, di gareggiare sapendo che questo è l’appuntamento più importante della stagione, e di confrontarmi con gli altri atleti che a loro volta si sono preparati per essere al massimo in questo evento.

Oltre alla passione, che accompagna ogni sportivo, cosa ti spinge ad affrontare così tanti sacrifici per arrivare in forma ad un appuntamento così impegnativo come un Campionato del Mondo?

Oltre alla passione, direi la voglia di migliorarmi. Vorrei poter dire che ogni giorno, in ogni allenamento, provo lo stesso divertimento e passione…ma purtroppo non può essere sempre così. Però basta una giornata, una ogni tanto, in cui riesco a fare qualcosa di cui non ero capace prima, per dare soddisfazione a tutti gli allenamenti fatti e motivazione per continuare. A volte può essere davvero una sola giornata in un anno, in cui tutto gira come vorrei…e speriamo che quest’anno quella giornata possa essere ai Mondiali. Naturalmente, non sempre i risultati rispecchiano l’impegno che ci abbiamo messo, anzi, ma la sensazione di essere migliorato complessivamente, come atleta, è qualcosa che rimane dentro. Anche questa voglia di migliorarsi, seppur in maniera indiretta, si riconduce in ultima analisi alla passione per lo sport. Finché ci sarà, continuerò a cercare di tirare fuori il meglio da me stesso.

Siete già stati in Svezia per un training camp. Terminata l'esperienza quali valutazioni e convinzioni hai maturato? 

Il campo d’allenamento è stato molto positivo, abbiamo avuto l’occasione di provare terreni simili a quelli dei Mondiali, sebbene con pochi giorni a disposizione. Personalmente mi ha dato una buona confidenza con il tipo di terreno che troveremo nella Sprint, e quindi maggior convinzione di poter far bene. 

Come è stata impostata l'attività di preparazione fisica e tecnica?

Come tutti gli anni, nella fase invernale mi concentro sulle gare di corsa campestre, che ritengo molto importanti, e poi piano piano trasformo il lavoro invernale verso la stagione estiva. Quest’anno la stagione è stata (finora) un continuo crescendo, sia nella forma fisica che nella preparazione tecnica. Quando le cose vanno così, è “facile” affrontare i vari impegni, perché si vede un graduale miglioramento, anche nei risultati. D’altra parte, i Mondiali quest’anno sono molto avanti nella stagione, quindi c’è voluta molta “pazienza”. L’obiettivo era quello di raggiungere il miglior stato di forma solo a fine agosto e non troppo presto. In questo ultimo periodo, dopo il training camp svedese, sto cercando di affinare lo stato di forma con un breve periodo in altura a Sestriere, anche se ovviamente la parte più importante della preparazione è quella svolta nei mesi lontani dall’evento.

Gareggerai con dei miti dell'Orienteering. Quali sono gli orientisti che ammiri maggiormente e per quale motivo?

Il campione che più ammiro è Matthias Kyburz. Penso che sia un atleta con caratteristiche simili alle mie, e quindi le gare in cui io rendo meglio sono quelle in cui lui va forte. Certamente lui è molto più performante, molto più completo di me…probabilmente più umile, quindi un buon esempio…e pure più giovane. Proprio per questi motivi, sono certo che non riuscirò mai a batterlo, ma voglio sempre vedere quanto riesco ad avvicinarmi.

Ambizioni personali e programma Mondiale.   

Il mio Mondiale sarà breve ed intenso, infatti gareggerò nella Sprint e nella Sprint Relay, nelle prime due giornate. Penso di essere pronto per qualificarmi per la finale Sprint e per migliorare in finale i miei migliori risultati nelle gare internazionali. Guardo con molta fiducia alla Sprint Relay, disciplina che mi piace molto e nella quale credo che l’Italia possa fare molto bene, con una bella prestazione di squadra.

 

 

a cura di Pietro Illarietti

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