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19/02/2018
LUCA DALLAVALLE: PARTENZA TRANQUILLA PER UN'ESTATE AL TOP
Nazionale

CROVIANA (TN): Un inverno da campione del mondo è sempre un bel modo per scorrere il tempo lontano dalla gare. Luca Dallavalle non è nuovo a questa sensazione essendo al suo 2° titolo iridato. Dopo l'oro del 2015, nel 2017 ne è arrivato un altro.

Durante questi giorni è però tempo di riprendere la bici e ripartire anche con l'allenamento specifico in sella.   

"Inizio più tardi ad allenarmi in bici ripetto al solito - svela Dallavalle -  Lo scorso anno avevo pedalato tanto in un'annata veramente intensa".

Cosa comporta questa scelta?

"Probabilmente farò più fatica ad inizio stagione, ma ho messo in conto questa eventualità. Comunque non mi preoccupo, quello che importa è andar forte da giugno in poi". L'obiettivo numero uno restano semrpe i  Mondiali: "In Austria dove ci saranno 4-5 super avversari vista la tanta salita che troveremo". 

(La volata finale della Mass Start che ha visto il trentino vincere il titolo Mondiale 2017)

Sotto riportiamo l'aricolo che uscirà nei prossimi giorni sulla stampa trentina dedicato a Luca Dallavalle.

2 titoli Mondiali in bacheca e un totale di 6 medaglie iridate nella Mountain Bike Orienteering. La prima in Portogallo, argento nel 2010 tra la sorpresa generale, l’ultima sin qui, quella d’oro del 2017 su un terreno a lui non congeniale a Vilnius in Lituania. Questa la brevissima presentazione di Luca Dallavalle, trentino di Croviana in Val di Sole, nato a Cles nel 1987 che in carriera vanta qualcosa come 25 titoli italiani che danno meglio l’idea della caratura dell’azzurro.

Il campione è tesserato nel team Gronlait presieduto da Roberto Sartori e anche quest’anno punta con convinzione alle più importanti prove del ranking internazionale.

Un tipo tosto Dallavalle che ama allenarsi a fondo, sugli sci d’alpinismo oppure in sella. Nella sua valle è quasi più conosciuto per le sue imprese nel fuoripista avendo anche scritto un libro (Sci ripido in Val di Sole) con oltre 50 tracciati sull’Ortles Cevedale, Brenta, Paganella e Val di Rabbi. Non esiste vetta che non abbia visto il suo passaggio.

In estate invece raggiunte il top salendo in altura al Passo Rolle. E’ qui che trova la massima concentrazione passando anche 20 giorni di semi isolamento nella Caserma Colbricon della Guardia di Finanza. “Non tutti riescono in questo tipo di esercizio – spiega il solandro – perché per certi atleti la solitudine è dura a livello psicologico ancor più che fisico. Io invece trovo il giusto stato mentale per essere al top durante il Mondiale”.

La carriera da bikers con bussola nasce dopo un inizio nella Corsa d’Orientamento. “Premetto che la bici mi piace maggiormente perché mi permette di effettuare allenamento più lunghi e scoprire luoghi lontani. Ci sono comunque motivi diversi che mi hanno portato alla Mtb-O. Innanzitutto al mio passaggio nelle categorie superiori, il gruppo storico della corsa si è sciolto. In secondo luogo credo che il mio fisico sia portato per la bicicletta e una volta entrato nel giro della Nazionale l’allenatore di allora, Daniele Sacchet, mi convinse a provarci con convinzione. Infine devo ammettere che a causa di un infortunio al ginocchio con gli sci, proprio la bici fu la mia compagna ideale nel percorso di  rieducazione. Insomma una serie di casi che hanno fatto sì che si verificassero le condizioni per intraprendere questa carriera”.

Una carriera che quest’anno vede ancora un nuovo grande appuntamento con i Campionati del Mondo che si svolgeranno in Austria su terreni teoricamente più favorevoli agli azzurri. Dopo i piattoni lituani ora un po’ di boschi alpini con qualche salita.

 

a cura di Pietro Illarietti

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