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20/01/2014
CONCENTRAZIONE E CAPACITÀ DI LETTURA IN CORSA
Nazionale

TRENTO: Nelle scorse settimane abbiamo realizzato un articolo in cui un atleta lamentava il fatto di non riuscire a rimanere concentrato sulla carta durante la gara. Prendendo spunto da ciò, in collaborazione con Roberto Biella, proponiamo un articolo che vuole essere di aiuto agli orientisti, per migliorare anche in questo aspetto.

La capacità di lettura in corsa.

La capacità di leggere la carta correndo, senza fermarsi o rallentare troppo, è una capacità importante nell’orientista; non è l’unica; di pari importanza sono la capacità di interpretare la carta, di fare progetti completi e scelte di percorso vantaggiose, di eseguire le tecniche di navigazione e altre cose ancora. La capacità di lettura in corsa, che non abbisogna di definizione per il significato intuitivo del termine, permette di guadagnare veramente tanti secondi al chilometrosforzo. Recentemente durante un esercizio di “segui Jhon” con un mio allievo mi sono reso conto come questo, pur interpretando la carta e descrivendo il percorso correttamente (e quindi con una buona capacità di interpretazione), mi costringeva a rallentare o fermarmi spesso ad aspettarlo poiché doveva leggere la carta da fermo o quasi. La velocità media di quell’allenamento fu almeno una volta e mezzo della mia abituale. Pensate dunque che differenza fa tra correre ad esempio a 6’/kmsf e 9’/kmsf. Un abisso. Su una gara di 10 kmsf significa impiegarci 60 minuti piuttosto che 90. In termini di classifica è un differenza quasi tra il primo posto e l’ultimo di una gara agonistica di un certo livello. Ma vediamo dunque di che cosa si compone tale importante capacità.

Innanzitutto l’occhio per poter leggere la carta deve essere fermo rispetto ad essa, o più propriamente carta e occhio devono essere solidali l’uno con l’altro pur muovendosi entrambi rispetto al terreno ma anche rispetto al resto del corpo. La catena occhio, testa, collo, tronco, spalla, braccio, avambraccio, mano, pollice e indice devono formare un tutt’uno solido e statico pur consentendo il movimento delle altre parti del corpo (bacino, gambe che devono correre e l’altro braccio che deve equilibrare) ( fig. 1). Chiameremo questa catena di elementi “Catena Statica Occhio-Mano” il cui controllo si può apprendere. Tale controllo, che chiameremo bloccaggio occhio-mano, trova i suoi presupposti di apprendimento nelle capacità di coordinazione e rilassamento intersegmentari cioè la capacità di far fare contemporaneamente a due parti del corpo due compiti diversi (che siano statici, dinamici o di rilassamento segmentario). In sostanza la mano che impugna la carta deve stare ben ferma davanti al viso e non oscillare a destra-sinistra e avanti-dietro mentre il resto del corpo prosegue il movimento naturale della corsa. All’inizio ci sarà una forte rigidità dell’insieme testa-tronco-spalla-braccio-mano ma poi con l’esercizio tale rigidità darà spazio a una sorta di leggera tensione statica della catena con movimenti flessibili di adattamento agli imprevisti della corsa. All’uopo si possono fare degli utili esercizi di eutonia e rilassamento segmentario che per motivi di spazio non posso descrivere.

Una volta appresa la capacità di tenere ferma la cartina durante la corsa occorre saperla leggere alla svelta giacché dobbiamo anche togliere lo sguardo da essa osservando il bosco per cogliere i riferimenti e guardando il terreno per vedere dove mettere i piedi. Ecco che dunque appare un secondo componente della capacità di lettura in corsa e cioè la capacità di lettura veloce o rapida. L’occhio nel leggere la parte di carta che interessa esegue una scansione della superficie secondo una traiettoria non ancora definita (che potrebbe essere oggetto di ricerca) ma che intuitivamente va dal punto di partenza a quello di arrivo, e/o viceversa, spaziando anche a destra e sinistra della linea congiungente (nota: tale allargamento e destra e sinistra sembra essere tanto maggiore quanto più l’orientista è esperto; i principianti sembra leggano solo molto vicino alla linea rossa). La scansione lineare in realtà avviene a scatti in quanto l’occhio si ferma per un attimo in alcuni punti e in quell’attimo “legge” cioè raccoglie informazioni (simboli, aree, linee con i loro colori e forme).

Nella capacità di lettura rapida intervengono 4 componenti. Le elenchiamo definendole ad una a una.

Tempo di apertura: è il tempo occorrente per cogliere le informazioni necessarie ogni volta che si ferma l’occhio; è il cosiddetto “colpo d’occhio”.

Velocità di scansione: è la capacità di spostarsi rapidamente da un punto di lettura ad un altro secondo una traiettoria per leggere una certa area.

Capienza della lettura fine (focale): è la quantità di informazioni/elementi cartografici piccoli percepiti con un solo colpo d’occhio su uno spazio ristretto di carta (pochi millimetri di diametro).

Capienza della lettura grossolana (periferica): è la quantità di informazioni/elementi cartografici grossi percepiti, anche non precisamente, con un solo colpo d’occhio su uno spazio di carta piuttosto grande (parecchi millimetri di raggio).

Tutte e 4 queste componenti sono altamente allenabili e ne vedremo gli esercizi.

Occorre precisare che esistono due modi di leggere la carta conformemente ai due modi di “vedere/guardare” in genere:

  1. la lettura fine (focale) cercando di percepire i più piccoli elementi cartografici in uno spazio ristretto (es. simboli puntiformi, piccoli dettagli delle curve di livello, bivi di sentieri )
  2. la lettura grossolana (periferica) che cerca di percepire su una ampia zona della carta gli elementi vistosi individuandone le caratteristiche più macroscopiche (es. presenza di macchie gialle o verdi, grossi sentieri, andamento generale delle curve di livello).

Per far comprendere la differenza tra questi due tipi di lettura paragoniamoci all’osservazione di un quadro. Utilizziamo la lettura grossolana quando diamo uno sguardo d’insieme all’opera cercando di percepire la situazione globale che l’autore vuole raffigurare. Utilizziamo la lettura fine quando ci soffermiamo sui particolari, sugli elementi del quadro o addirittura quando ci avviciniamo per vedere la tecnica del colore o della pennellata.

La differenza tra lettura fine e grossolana in orientamento è molto importante perché influenza:

  1. il progetto di tragitto dal punto di partenza a quello di arrivo;
  2. il tipo di navigazione che l’orientista deve eseguire nell’applicare la scelta di percorso progettata.

Infatti nello stabilire il tragitto che sulla carta l’orientista progetta di fare, egli compie (dovrebbe compiere) le seguenti operazioni:

  1. dare un’occhiata generale alla carta tra i due punti cercando di cogliere subito le linee di conduzione (sentieri, recinti, muretti, torrenti, margini di vegetazione ecc.) e grossi riferimenti (case, prati, zone pianeggianti, laghi, fiumi ecc.) e questo necessita della lettura grossolana (prelettura);
  2. cerca di capire l'andamento grossolano del terreno analizzando le curve di livello (il punto di partenza è più in alto o più in basso rispetto a quello di arrivo?) e questo significa fare una lettura grossolana dei marroni (vedi più avanti);
  3. scegliere come attaccare il controllo utilizzando in zona punto riferimenti precisi e quindi fare lettura fine;
  4. scegliere il tragitto completo stabilendo anche che tipo di tecnica di navigazione utilizzare a seconda delle difficoltà imposte dal tracciatore e dal terreno; ci sono tecniche di navigazione di orientamento fine (per piccoli riferimenti ravvicinati e successivi, per piccole forme del terreno) che presuppongono la verifica dell’avanzamento con la lettura fine della carta; ci sono tecniche di navigazione grossolane (per linee di conduzione, a vista per grossi riferimenti, ad azimut su lunghe distanze, per grosse forme del terreno) in cui si verificano durante l’avanzamento solo le cose più macroscopiche della carta facendo una lettura grossolana in corsa veloce.

Il tipo di orientamento e quindi il tipo di lettura (fini o grossolani) influenzano inoltre il cosiddetto cambio di ritmo detto anche rapporto lettura/corsa. L’orientamento e lettura fini necessitano di una bassa velocità di corsa per leggere meglio la carta e ricercare sul terreno i piccoli riferimenti che si notano meno di quelli macroscopici. Al contrario l’orientamento e la lettura grossolani permettono una elevata velocità di corsa in quanto i grossi riferimenti possono essere letti con ampie oscillazioni della mano e osservati anche da lontano.

Un’altra capacità di lettura di una certa importanza è la lettura selettiva cioè quella capacità di leggere solo una certa categoria di cose nell’insieme variegato di simboli, colori e forme che è la nostra cartina di orientamento. La categoria sicuramente più importante è quella delle curve di livello da cui la lettura selettiva dei marroni per l’importanza che riveste il risparmio del dislivello inutile nelle scelte di percorso. Tale capacità si evidenzia nel saper individuare rapidamente l’andamento generale delle curve di livello evidenziando grossi gruppi di forme tipiche del terreno (es. serie di curve di livello concentriche = collina, serie parallela = pendio; serie di introflessioni = avvallamento o naso/cresta). La figura 2 evidenzia cosa significa la lettura grossolana dei marroni. A sinistra come si presenta la carta e a destra cosa si deve leggere per interpretare l’andamento generale del terreno.

ESEMPI DI ESERCIZI PER MIGLIORARE LA LETTURA DELLA CARTA

Corsa con lettura labirinto. Disegnare o fotocopiare una serie di labirinti o fili d’Arianna che tipicamente ci sono sulle riviste per ragazzi in cui occorre individuare la strada per giungere ad un certo posto. Far eseguire tali giochetti durante gli allenamenti di corsa o durante i riscaldamenti. Questo esercizio serve a migliorare la velocità dell’occhio nel seguire elementi lineari (sentieri e curve di livello) e valutare le varie possibilità di tragitto.

Corsa con lettura periodico. Per abituarti alla lettura in corsa puoi iniziare a leggere un fumetto per poi passare ad una rivista stampata a caratteri grandi per finire con un quotidiano. Inizialmente corri su strada, poi su sentiero/sterrato e infine in bosco. Quello che devi allenare è la coordinazione occhio mano. Prova a leggere anche durante i recuperi delle ripetute.

Corsa con lettura carta. Prendi una cartina molto tecnica, la pieghi e la infili in una busta di plastica trasparente (di quelle per quaderni con gli anelli), tracci un percorso un po' a caso (non importa se alcune tratte non hanno molto senso) alternando punti corti, medi e lunghi (puoi far progettare un percorso anche ad un altro); dopodiché durante la corsa fai queste operazioni che servono ad automatizzare la progettazione della scelta di percorso ad ogni punto (infatti magari ti capita di partire per il punto senza aver progettato sino in fondo ciò che devi fare):

  1. dare un’occhiata generale tra i due punti cercando di cogliere subito le linee di conduzione e grossi riferimenti (prelettura)
  2. capire l’andamento generale del terreno analizzando le curve di livello (lettura selettiva dei marroni e interpretazione della salita/discesa)
  3. scegliere il punto di attacco (va trovato prima della scelta di percorso in quanto influenza la scelta)
  4. fare la scelta di percorso, cioè il tragitto che si farà per giungere al punto di attacco (e non il controllo) utilizzando una tecnica ben precisa
  5. Valutare come uscire dal punto di partenza (verso una direzione della bussola, verso un grosso riferimento vicino, su/giù per la massima pendenza o altro)
  6. Ripassare il tutto in senso contrario (uscita, scelta, attacco e controllo)
  7. non guardare più la carta e cercare di immaginare cosa si dovrebbe vedere se ci si trovasse veramente nel bosco (uscita, tragitto, attacco e controllo con lanterna).

Ogni volta che esci a correre esci con una cartina diversa con su un percorso. Molto utili sono le cartine di gara con stampati tutti i punti. Con la sequenza codici di tutti i percorsi si può ricostruire ciascun tracciato e allenarsi ogni volta con uno di essi (plastificando la cartina o utilizzando la busta trasparente). Quando ripassi a livello mentale il progetto e fai l'anticipazione di ciò che vedrai, aumenta il ritmo proprio come faresti in gara quando sai dove andare senza bisogno di leggere la carta. In questo modo alleni anche la memorizzazione. Abituati a fare a voce alta il progetto! Ti prenderanno un po' per pazzo ma ciò ti costringe a fare un progetto completo. La mente infatti spesso sfugge nei pensieri ma si autodisciplina quando deve parlare.

Tracciare il tragitto dopo una gara. Disegnare con una biro rossa/pennarello arancione il tragitto realmente svolto della gara sulla carta è un utile esercizio di lettura. Spesso ci si accorge di non aver letto alcuni particolari importanti e che ci avrebbero aiutato in una scelta di percorso migliore o in una rapida rilocalizzazione. Valuta sempre se potevi fare un’altra scelta.

Fare il tracciatore di una gara o di esercizi. I tracciatori ufficiali di gare sanno quante ore hanno passato sulla carta a progettare i percorsi delle varie categorie. Dopo una tale esperienza se ne esce con una capacità di lettura notevolmente potenziata. L’occhio vede meglio i particolari, legge molto bene a destra e sinistra della riga rossa, percepisce immediatamente le linee di conduzione. Analogamente, ma in maniera sicuramente meno intensa, è progettare esercizi di orientamento per i compagni di squadra.

Disegnare percorsi sulle cartine di gara. Disegnare cerchietti per preparare le cartine di una gara è anche un utile esercizio di lettura rapida. L’occhio deve rapidamente cercare dei riferimenti vicini al punto sul quale centrare il cerchietto e quindi scansiona con colpi d’occhio rapidi una certa zona della carta.

Tasselli. Dividere con un pennarello rosso due carte uguali in settori verticali magari corrispondenti alle linee del nord. Si tagliano altre due carte nei settori verticali e ciascun settore in tasselli rettangolari che vengono incollati e numerati su due cartoncini (eliminare i tasselli a bordo del corpo cartina). Si formano due squadre e ciascuna squadra deve individuare in quale settore è ogni tassellino compilando una tabellina di corrispondenza. Il gioco si può fare sotto forma di staffetta lungo un percorso di destrezza, un circuit training, delle ripetute in pista ecc. In questo esercizio l’occhio deve valutare soprattutto gli elementi lineari (sentieri, curve di livello ecc.) e le grosse aree nei margini dei tasselli per riconoscere la continuità. E’ un utile esercizio per la velocità di scansione. Può essere utilizzato a livello individuale anche come test di velocità di scansione. Variante: i tasselli sono ricavati da una carta solo curve di livello, mentre la carta completa ha tutti i colori; in questo modo si stimola maggiormente la lettura selettiva dei marroni.

Puzzle. Tagliare due cartine uguali in tasselli rettangolari in modo che i tagli verticali corrispondano alle linee del nord. A coppie e al via i due allievi devono ricostruire nel più breve tempo possibile la carta. Vince chi termina per primo senza errori. Per agevolare si può mettere un puntino rosso sul lato nord di ciascun tassello.

Trova le differenze. Prendere due edizioni diverse della stessa cartina. Plastificare due cartine dell’edizione più recente (o infilarle in due buste trasparenti). In un tempo prestabilito due allievi devono trovare il maggior numero di cambiamenti delle due edizioni segnandole con un punto rosso (pennarello indelebile cancellabile con alcool). Vince chi ne trova di più.

Disegno o controllo rilievi. Si sa che rilevare è il miglior modo per comprendere la carta ma anche disegnarla in bella o al computer stimola l’occhio alla lettura fine. Allo stesso modo controllare i rilievi di un altro. Un utile esercizio è quindi quello di assegnare ai ragazzi piccole zone di una cartina già esistente di cui aggiornare e disegnarne in bella i cambiamenti. Ci si accorgerà che certi particolari della simbologia non sono cose scontate per i ragazzi.

Tasselli memory. Tagliare a tasselli di 5x5cm cartine dalla tipologia diversa numerandoli sul retro. L’allievo esegue un esercizio di potenziamento, di velocità o un percorso e durante il recupero memorizza il disegno di un tassello. Lo depone nella cassetta dove lo ha preso leggendone il numero sul retro. Esegue nuovamente l’esercizio e alla fine di esso disegna su un foglio grigliato a 5 x 5 cm quello che ha memorizzato del tassello (ovviamente in bianco e nero) scrivendo in un angolo il n° del tassello. Alla fine di un determinato numero di giri si analizzano i disegni e si attribuisce un punteggio da 1 a 10 per ogni disegno in base a criteri di precisione determinati dall’istruttore. Sommando il punteggio si può fare una classifica. Molto utile è far confrontare i disegni tra i ragazzi. Si può anche tracciare delle tratte di percorso sui tasselli per verificare la memorizzazione degli elementi utili alla scelta di tragitto. Variante: l’allievo deve disegnare solo l’andamento delle curve di livello (per stimolare la lettura selettiva dei marroni).

Colpo d’occhio con mascherina. Per allenare invece la lettura rapida, come capacità di leggere i particolari della carta in un lasso di tempo brevissimo (giusto quell'istante in cui occhio e mano sono fermi uno rispetto all'altro), devi invece fare questi esercizi. Fai una fotocopia su acetato trasparente delle seguenti figure:

Appoggia in modo casuale la prima mascherina su una cartina qualsiasi, possibilmente ricca di dettagli; sovrapponi una tessera tipo scheda telefonica su un cerchietto tra i più piccoli; fai scorrere la scheda in modo rapido con un movimento di andata e ritorno sul cerchietto e cerca di leggere cosa c'è all'interno del cerchietto; dopo le prime difficoltà ti renderai conto che è possibile leggere sempre meglio e più rapidamente; passa allora a cerchietti sempre più grandi e cerca di leggere sempre più particolari; verbalizza a voce alta (o scrivi su un foglio) per costringerti a chiarire cosa vedi; puoi farlo come gioco in coppia con qualcuno durante i viaggi di trasferta per le gare. Funzione simile hanno i cerchi più grossi i quali servono per una lettura rapida grossolana: descrivi grossolanamente cosa leggi (tipo e andamento linee di conduzione, macchie verdi, gialle, paludi, andamento generale delle curve di livello etc); partendo dal cerchio diametro 12 o 14, man mano che migliori passa a cerchi sempre più grossi. Io facevo questo tipo di allenamento durante i viaggi in treno poichè le mascherine ci stanno in un portafoglio e una cartina me la portavo sempre dietro (soprattutto quella della gara a cui stavo andando).

Ricalco grossolano curve di livello. Sovrapporre ad una cartina con un andamento molto mosso di curve di livello un foglio di lucido da disegno. L’allievo deve ricalcare l’andamento grossolano delle curve di livello maestre e una curva mediana tra di esse. Quando ha finito deve osservare il disegno e la carta in rapida successione e cercare di vedere l’andamento generale delle curve di livello sulla carta completa a colori. In questo modo sforza l’occhio alla lettura selettiva dei marroni. Variante: disegnare l’andamento grossolano delle curve di livello su un foglio bianco tenendo la carta completa di fianco anziché sovrapposta.

Ballo dell’occhio. In Lombardia si dice “fa balà l’och” per indicare la velocità dell’occhio (e della mente) nell’osservare rapidamente le cose, da cui il nome di questo esercizio. Si deve disegnare su un foglio trasparente (acetato) un tracciato composto da tratte corte, medie e lunghe in modo che occupi tutto il foglio A4 ( figura 4). Sovrapporre in modo casuale tale acetato su una cartina. Al ritmo di 90 battute al minuto cadenzate da un metronomo (o cronometro con tale funzione) posare rapidamente l’occhio: al centro del cerchietto, in tre punti attorno ad esso, in tre punti a metà tratta e in tre punti attorno all’altro cerchietto e così via per la tratta successiva. Tutto questo deve essere fatto muovendo rapidamente l’occhio al ritmo scandito dal metronomo. Non bisogna leggere o memorizzare ma solo spostare l’occhio. Infatti questo è un esercizio per la velocità di scansione e non per la capacità di lettura. Man mano che si diventa abili occorre aumentare la velocità delle battute sino ad arrivare a 150 battute a minuto. Per le tratte brevi occorrono solo 4 punti di posa dell’occhio mentre per le tratte lunghe potrebbero occorrere anche 13 punti o più.

E’ bene aggiungere al disegno dei puntini rossi in corrispondenza dei punti dove l’occhio deve fermarsi così come indicato dalla figura. A livello iniziale per imparare l’esercizio è meglio eseguirlo appoggiando l’acetato su un foglio bianco e solo successivamente su una cartina. Cambiare spesso la posizione dell’acetato sulla carta. Solo una ripetizione massiva di tale esercizio porta a miglioramenti sensibili nella velocità di scansione.

Segui John. In coppia (A e B) si esegue un percorso di orientamento del tipo line-o. Sulla carta dell’allievo A sono riportati solo le tratte dispari mentre sulla carta di B solo le tratte pari. Quando conduce A, l’allievo B deve seguire leggendo in corsa; questi non ha la linea rossa e quindi poi deve esporre ad A il tragitto fatto sulla carta che ovviamente sarà abbastanza tortuoso. Dopo ogni tratto si invertono i ruoli. Variante 1: la cartina con il percorso (non più del tipo line-o) è una sola e la tiene chi conduce; quello che segue ha una cartina muta. Inversione dei ruoli ad ogni punto. Variante 2: entrambi hanno una cartina muta e ciascun allievo decide di volta in volta dove andare.

Test di velocità di lettura a tavolino. (vedi file test lettura rapida) Prendere due cartine uguali molto dettagliate; sulla prima disegnare una rete di 50 cerchietti su un’area di 200 cm2 (questo per parametrizzare il test) ; plastificare la seconda. Al via si fa scattare il cronometro e l’allievo deve disegnare i cerchietti sulla carta plastificata con un pennarello indelebile rosso utilizzando il cerchiometro. Si ferma il cronometro al disegno dell’ultimo cerchietto. Un orientista esperto non dovrebbe commettere nessun errore di posizionamento del cerchietto. Per i principianti si può prevedere una penalità di 10 secondi (5 per gli esperti) ad ogni cerchietto che non comprende il particolare su cui era centrato quello da copiare.

Test di lettura in corsa. Questo è un test per misurare la velocità di corsa con lettura. Fotocopiare alcune pagine di azimut e ritagliare le colonne intere (46 righe). L’allievo al via corre in pista guardando la colonna al contrario in modo che veda le parole sottosopra (questo per evitare che legga il contenuto dell’articolo che sarebbe un elemento di distrazione); deve contare tutte le lettere “o” della colonna correndo alla massima velocità che gli consenta un agevole conteggio. Al termine si ferma e stoppa il cronometro. Dividendo lo spazio percorso per il tempo impiegato si ottiene la velocità di lettura. Se questa è molto diversa da quella di un test in pista (es. 3000 o 5000 metri) allora l’allievo deve ancora migliorare la sua capacità di leggere in corsa. Il test risulta valido se l’errore di conteggio non supera il 10%. Per l’inesperienza iniziale occorre far leggere a titolo di prova mezza colonna affinché l’allievo individui qual è la sua velocità di corsa con lettura (predisporre colonne diverse da cambiare). E’ vietato piegare la colonna.

Concludendo credo che solo con una grossa mole di lavoro si possa migliorare sensibilmente la capacità di lettura in corsa. Ecco perché occorre sfruttare ogni occasione possibile per costringere l’occhio a leggere. Dunque nei recuperi, durante la corsa, tra un esercizio ginnico e l’altro durante i viaggi e le attese in ogni momento possibile insomma si può esercitare la lettura. Di questo ne devono tener conto soprattutto coloro che non possono allenarsi tecnicamente in bosco perché le cartine sono troppo lontane.

Suggerimenti per rilocalizzare la zona in cui si è in carta nella MBO: dividere in 9 settori ideali il quadrato della carta e nominarli (es. alto-sinistro, centrale destro oppure nord-ovest, est); quando si progetta la zona un tragitto e si focalizza la lettura in una zona particolare, enunciare a voce alta (miglior effetto memorizzante perché coinvolge il registro sensoriale) il nome del settore; quando si rilegge la carta successivamente il richiamo alla memoria del nome del settore orienta l’occhio a scansionare subito quella zona anziché l’intera carta.

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