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FISCO: LE NOVITA' 2018 PER LE ASD ... E NON SOLO

La Legge di bilancio 2018 da poco approvata introduce numerose novità in materia di attività sportive.

Tra le misure applicate, segnaliamo:

L’istituzione di un nuovo soggetto giuridico: la società sportiva dilettantistica con scopo di lucro (Commi 353-361). 

Si concretizza pertanto la possibilità di esercitare attività sportive dilettantistiche anche con scopo di lucro. In tal caso lo statuto della società dovrà contenere:

L'obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione dell'apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, la presenza di un «direttore tecnico» che sia in possesso del diploma ISEF o di laurea quadriennale in Scienze motorie o di laurea magistrale in Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie (LM47) o in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate (LM67) o in Scienze e tecniche dello sport (LM68), purché in possesso della laurea triennale in Scienze motorie.

La principale agevolazione per queste società , se rispettate le condizioni di legge e se riconosciuti dal Coni, riguarda la riduzione del 50% dell’aliquota dell’ imposta sul reddito delle società (IRES). Ulteriori novità riguardanti questa nuova forma societaria sono previste in campo di applicazione Iva ed in tema di lavoro.

La Legge di stabilità 2018 introduce anche il credito d'imposta erogazioni liberali per ristrutturazione impianti sportivi pubblici (Commi 363-366). Tale credito d'imposta riguarda coloro che nel corso del 2018 effettuano erogazioni liberali in denaro fino a 40.000 Euro per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, anche se destinati ai soggetti concessionari. Con decreto, da adottare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, dovranno essere fornite le disposizioni applicative necessarie.


Infine segnaliamo che è stata istituita una nuova franchigia per compensi da attività sportiva dilettantistica (Comma 367). In particolare viene aumentato da 7.500 a 10.0000 Euro il limite entro cui le indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi erogati non concorrono a formare il reddito.

Paolo Grassi, Dottore Commercialista, Orientista

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