8 novembre 2004
Orienteering, Moschettieri campani a Venezia
Davide Pecora

 

 

Una bellissima giornata di sole ha accolto la XXV edizione del MOV (Meeting Orienteering Venezia) svoltosi domenica 8 Novembre 2004 con la partecipazione di circa 3000 atleti provenienti da ogni parte d’Europa. Presenti due moschettieri campani: Gino Capitani ed il sottoscritto. Assente giustificato Giovanni Forgione.

 

 

Ormai ci conoscono tutti. Si, perché fa notizia la partecipazione di atleti campani tra tanti atleti esperti del Nord. Anche a Venezia mi son sentito dire: “Ma siete venuti fin qui per la gara?” La risposta è ormai scontata: come quella di Troisi nel film “Ricomincio da tre” quando gli si chiede se a Milano è arrivato come emigrante. Stavolta siamo “saliti” con le mogli, senza i ragazzi. Venezia è troppo bella per tentare ancora una fuga da single.

 

 

 

Io ed Elvira scegliamo come campo base Bassano del Grappa, vecchia meta affettiva. Gino e Maria alloggiano dal giorno prima all’hotel del centro: “abbiamo fatto un altro viaggio di nozze” mi confida Gino. L’ appuntamento per tutti gli orientisti è alle 9.00 al palazzetto dello sport dell’Arsenale, quartiere a sud-est. Da piazzale Roma, ultimo punto carrabile, fino al ritrovo ci divide una passeggiata di 45 minuti. Con la carta in mano mi sento sicuro e riesco per una volta a non fare discussioni con mia moglie sul perché si va di qui anzicchè di là: tra me e me penso che un errore di percorso mi farebbe perdere la stima di tutta la famiglia.

 

 

Nonostante sia ancora presto incontriamo già tanti turisti: la metà sono giapponesi e cinesi, inconfondibili con i loro giubbini blu, il cappellino da baseball e la fotografica. Le mogli ci lasciano per un tour dei negozi augurandoci una buona gara: il mio sguardo si incrocia con quello di Gino contestualmente alle nostre mani che sfiorano i rispettivi pantaloncini…forse la stiamo prendendo troppo seriamente! La tensione cresce perché la gara si avvicina ma Il caldo sole e le lenzuola stese

 

 

nelle calle ci fanno sentire a casa: Bossi e la lega non abitano qui! Incontriamo diversi amici orientisti: Vittorio, Antonino, Giovanna, Alberto, Mimmo, Fulvio, Claudio ed altri ancora e con ognuno scambiamo qualche sorriso condividendo la nostra grande passione. Con altri ancora ci presentiamo perché ormai stufi di ignorarci ad ogni gara. Il traghetto ci porta alla partenza che avviene sull’altra sponda del canale. Qui l’ombra ed il vento ci obbligano a fare un riscaldamento più lungo; l’assenza dei servizi, invece, ci fa capire il mistero dell’acqua alta.

 

Si parteee! Sto andando troppo forte per una gara difficile come Venezia: me ne rendo conto al primo punto dove lascio già un minuto per un momentaneo smarrimento. Grande concentrazione tra le calle: il cammino in luogo della corsa a volte è necessario per non perdere il contatto carta. Soddisfazione finale per non aver commesso errori gravi, solo alcune indecisioni dovute alla bellezza artistica della città.

 

 

Il rettilineo d’arrivo è pieno di gente ed è sempre una bellissima emozione scaricare il bricchetto (il testimone elettronico che segna ogni passaggio) all’ultimo punto

 

 

Le mogli mi vengono incontro con il sorrisetto di chi ha appena pettegolato chiedendomi come è andata e quando arriverà Gino. Rispondo che alla “otto” non ho visto un ponte e sono andato dritto perdendo una quarantina di secondi….Dopo una diecina di minuti sono già sotto la doccia. Gino è partito un’ora dopo di me e pertanto sono al traguardo con la macchina fotografica quando lui arriva

 

 

 

Non è altrettanto contento perché ha commesso un grave errore e me lo spiega senza perdere tempo

 

 

 

Ma il bello dell’orienteering è che puoi sempre rifarti alla prossima gara.

 

 

 

Per noi è Modena il 28 Novembre. Ci rimane Il tempo di un tramezzino. Ciao Venezia.