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Una bellissima giornata di sole ha accolto la
XXV edizione del MOV (Meeting Orienteering
Venezia) svoltosi domenica 8 Novembre 2004 con
la partecipazione di circa 3000 atleti
provenienti da ogni parte d’Europa. Presenti due
moschettieri campani: Gino Capitani ed il
sottoscritto. Assente giustificato Giovanni
Forgione.
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Ormai ci conoscono tutti. Si, perché fa notizia
la partecipazione di atleti campani tra tanti
atleti esperti del Nord. Anche a Venezia mi son
sentito dire: “Ma siete venuti fin qui per la
gara?” La risposta è ormai scontata: come quella
di Troisi nel film “Ricomincio da tre” quando
gli si chiede se a Milano è arrivato come
emigrante. Stavolta siamo “saliti” con le mogli,
senza i ragazzi. Venezia è troppo bella per
tentare ancora una fuga da single.
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Io
ed Elvira scegliamo come campo base Bassano del
Grappa, vecchia meta affettiva. Gino e Maria
alloggiano dal giorno prima all’hotel del
centro: “abbiamo fatto un altro viaggio di
nozze” mi confida Gino. L’ appuntamento per
tutti gli orientisti è alle 9.00 al palazzetto
dello sport dell’Arsenale, quartiere a sud-est.
Da piazzale Roma, ultimo punto carrabile, fino
al ritrovo ci divide una passeggiata di 45
minuti. Con la carta in mano mi sento sicuro e
riesco per una volta a non fare discussioni con
mia moglie sul perché si va di qui anzicchè di
là: tra me e me penso che un errore di percorso
mi farebbe perdere la stima di tutta la
famiglia.
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Nonostante sia ancora presto incontriamo già
tanti turisti: la metà sono giapponesi e cinesi,
inconfondibili con i loro giubbini blu, il
cappellino da baseball e la fotografica. Le
mogli ci lasciano per un tour dei negozi
augurandoci una buona gara: il mio sguardo si
incrocia con quello di Gino contestualmente alle
nostre mani che sfiorano i rispettivi
pantaloncini…forse la stiamo prendendo troppo
seriamente! La tensione cresce perché la gara si
avvicina ma Il caldo sole e le lenzuola stese
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nelle calle ci fanno sentire a casa: Bossi e la
lega non abitano qui! Incontriamo diversi amici
orientisti: Vittorio, Antonino, Giovanna,
Alberto, Mimmo, Fulvio, Claudio ed altri ancora
e con ognuno scambiamo qualche sorriso
condividendo la nostra grande passione. Con
altri ancora ci presentiamo perché ormai stufi
di ignorarci ad ogni gara. Il traghetto ci porta
alla partenza che avviene sull’altra sponda del
canale. Qui l’ombra ed il vento ci obbligano a
fare un riscaldamento più lungo; l’assenza dei
servizi, invece, ci fa capire il mistero
dell’acqua alta.
Si
parteee! Sto andando troppo forte per una gara
difficile come Venezia: me ne rendo conto al
primo punto dove lascio già un minuto per un
momentaneo smarrimento. Grande concentrazione
tra le calle: il cammino in luogo della corsa a
volte è necessario per non perdere il contatto
carta. Soddisfazione finale per non aver
commesso errori gravi, solo alcune indecisioni
dovute alla bellezza artistica della città.
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Il
rettilineo d’arrivo è pieno di gente ed è sempre
una bellissima emozione scaricare il bricchetto
(il testimone elettronico che segna ogni
passaggio) all’ultimo punto
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Le
mogli mi vengono incontro con il sorrisetto di
chi ha appena pettegolato chiedendomi come è
andata e quando arriverà Gino. Rispondo che alla
“otto” non ho visto un ponte e sono andato
dritto perdendo una quarantina di secondi….Dopo
una diecina di minuti sono già sotto la doccia.
Gino è partito un’ora dopo di me e pertanto sono
al traguardo con la macchina fotografica quando
lui arriva
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Non è altrettanto contento perché ha commesso un
grave errore e me lo spiega senza perdere tempo
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Ma
il bello dell’orienteering è che puoi sempre
rifarti alla prossima gara.
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Per noi è Modena il 28 Novembre. Ci rimane Il
tempo di un tramezzino. Ciao Venezia.
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