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FISO SCUOLA

2° Circolo "MARCONI" di LATERZA (TA)

"L'orienteering visto dalla parte dei bambini"

 

Compiti svolti da alcuni alunni del 2° Circolo "MARCONI" di LATERZA (TA),

all'indomani della gara e a conclusione del progetto di orienteering riservato alle classi quarte.


 

 

PROGETTO ORIENTEERING

 

“NON CI SI LIBERA DI UNA COSA EVITANDOLA MA SOLTANTO ATTRAVERSANDOLA”.

 (CESARE PAVESE)

·       In che modo l’Orienteering può contribuire a realizzare ciò che afferma Cesare Pavese? Scrivilo.

·       Descrivi poi, nel dettaglio, come si è svolta la tua gara di Orienteering.

 

 

L’esperienza di Orienteering ci insegna che dobbiamo superare le paure e dobbiamo imparare a non tirarci indietro nelle difficoltà, anzi, dobbiamo affrontarle e poi ci accorgeremo che è facile. Anche se un bambino è un po’ meno bravo, non si deve tirare indietro, proprio come dice Cesare Pavese. Il progetto Orienteering è stato uno dei progetti che mi ha colpito di più perché è stato bellissimo. Durante le giornate pomeridiane abbiamo svolto Orienteering nel Centro Storico con le maestre e, insieme ad un cane, abbiamo girato per il paese vecchio, attraversato una strettoia, Vico Balbo, la Chiesa di San Carlo, le fontane, il Purgatorio e diverse zone. Le maestre, oltre a farci orientare e a prepararci, ci hanno anche spiegato diverse cose sui vari luoghi.

 

Tutto si è svolto benissimo, anche se io non ho imparato tanto, ma mi sono divertita lo stesso. Il 4 Giugno alle ore 9:00 siamo andati sotto la Città-Mercato cantando dietro le forze dell’ordine; eravamo tutti con il berretto rosso, eravamo come un fiume rosso che cantava l’Inno d’Italia. Con noi c’era l’esperto Giovanni Materano, un uomo molto simpatico, buono ed anche paziente. La maestra, per prima cosa, ci ha messo in ordine di numero; io ero con Natalia. Mentre aspettavamo, io e Natalia ci siamo messe a chiacchierare, ma il mio cuore non faceva che battere forte. Finalmente arriva il mio turno, ma mi è mancato il coraggio di partire da sola. La maestra è stata così gentile da farmi fare la gara con una mamma che mi ha aiutato mentre mi trovavo in difficoltà.

 

Durante il mio percorso ho trovato delle lanterne su una scalinata, vicino a due fontane, ad una canaletta d’acqua, ad una colonna di pietra e ad un muretto. Dopo aver fatto tutti la gara, c’è stata la premiazione: i vincitori sono stati Alessia e Giuseppe. Anche se non ho vinto, questa esperienza mi è comunque piaciuta tanto; ho imparato che non mi devo tirare indietro, che non mi devo sottovalutare e che devo essere coraggiosa nei momenti di paura e di difficoltà!

 

Claudia Sportelli  4^C - Scuola “Marconi” - Laterza

 

 

 

 


 

 

L’affermazione di Cesare Pavese ci vuol far capire che se una persona ha un problema, una difficoltà, non deve evitarli ma cercare di superarli, affrontandoli; altrimenti, se non superiamo il problema e lo evitiamo, il problema si può presentare di nuovo e ci ritroveremmo sempre punto e a capo.

È così che, insieme alle maestre, abbiamo deciso di fare uno sport di nome “Orienteering” che, oltre ad insegnarci ad orientarci con la carta in posti sconosciuti, ci fa superare le nostre paure e ci fa fare delle scelte molto dure; ci abitua a prendere delle decisioni, ad essere coraggiosi e a superare gli ostacoli.

 

Insieme alle nostre maestre abbiamo eseguito dei percorsi con la carta per esercitarci, poi il giorno della gara, tanto atteso, è stato bellissimo.

 

La mattina del 4 giugno, siamo andati nel centro storico del nostro paese, dove ci hanno dato dei cappellini, dei testimoni da punzonare, delle cartine dove era segnato il percorso. Io avevo il percorso blu. I percorsi erano quattro: blu, verde, giallo e arancio. Il mio percorso era questo: dalla piazza coperta dovevo andare in Vico Balbo, poi dovevo arrivare alla Fontana Medievale, all’Auditorium Comunale, ad una fontanina di Piazza San Carlo, ad una canaletta d’acqua di Via Concerie e alla scalinata della Madonna della Vittoria. In questi punti si trovavano le lanterne.

 

Mentre arrivavo all’ultima lanterna, nella mia mente ho gridato “Ho vinto!!!” (anche se non ho vinto).

Arrivati tutti al traguardo, il preside ha dato le coppe. Per la categoria dei maschiacci ha vinto Giuseppe Matarrese e per la categoria delle femmine Alessia Bruno, con i quali il preside si è congratulato. Il professor Giovanni Materano, campione di Orienteering, si è congratulato con tutti e ha dato, a ciascuno di noi, una medaglia e un attestato. Alla fine abbiamo cantato l’Inno d’Italia e siamo tornati a scuola.

 

Anche se io non ho vinto, secondo me abbiamo vinto tutti, perché ci siamo divertiti e abbiamo partecipato. Ci siamo salutati con onore e rispetto perché ci sentivamo tutti allo stesso livello e, tornati a casa, eravamo tutti felici come dei grandi vincitori.

Secondo me è stato stupendo e lo vorrei rifare!

 

Leonardo Bruno classe 4^ A -  Scuola “Marconi” -  Laterza

 

 

 

 


 

 

Cesare Pavese, con questa frase, ci vuol far capire che, non solo nell’Orienteering, ma in tutte le situazioni di vita, bisogna sempre andare avanti affrontando tutte le difficoltà, perché affrontandole si impara, si diventa coraggiosi e, soprattutto si cresce, non in altezza, ma in conoscenza. Noi, con l’Orienteering siamo cresciuti in conoscenza perché abbiamo imparato ad usare la carta e abbiamo conosciuto tanti posti sconosciuti del centro storico di Laterza.

 

Ci siamo preparati a questa gara finale facendo quattro uscite pomeridiane per conoscere il centro storico.

 

Proprio quella mattina della gara è scoppiato un tuono talmente forte che sembrava una bomba; ci era stato detto che saremmo andati al centro storico alle ore 8:30, però abbiamo aspettato un po’ che il tempo migliorasse e verso le 9:00 ci siamo incamminati. I giudici di gara erano la maestra Mariella, la maestra Maria e la maestra Adriana; il marito della maestra Maria ci accoglieva appena finivamo il percorso. Il professor Giovanni Materano ci spiegava cosa dovevamo fare e, quando avevamo finito il percorso, era lui che ci chiedeva il testimone e la cartina per darli ai giudici di gara. La maestra Maria Teresa ci metteva in fila per partire, la maestra Margherita metteva i testimoni appesi a uno spago in base al tempo che avevamo impiegato, la figlia del professor Materano ci dava il via per partire e il bidello Nicola metteva un sottofondo musicale.

 

Appena arrivati sotto la Piazza Coperta, le maestre ci hanno dato i testimoni da appendere al braccio, il mio testimone era ovviamente del gruppo femminile e rientrava nel percorso arancione, poi ha parlato il professor Materano dando delle istruzioni precise. La maestra Maria Teresa ci ha messo in fila,il bambino che doveva partire insieme a me non c’era, però non aveva importanza, perché i percorsi erano diversi; io sono stata la nona a partire. La prima lanterna l’ho trovata su una scalinata,dietro la chiesa della Madonna della Vittoria, la seconda lanterna era attaccata alla fontanina  della chiesa San Carlo, la terza era sulla montanina della chiesa di San Lorenzo, la quarta era vicino a una colonnina in pietra della Fontana Medievale e infine la sesta era su un muro di Piazza Vico Balbo. Ritornata sotto la piazza coperta, ho consegnato testimone e cartina e sono andata a bere e a mangiare il panino, poi sono andata a sbirciare quanto tempo ho fatto e ho visto che ho impiegato 18 minuti e 10 secondi.

 

Abbiamo chiuso la gara cantando l’Inno d’Italia e dopo ha parlato il preside, infine siamo stati tutti premiati con cartina, testimone, attestato e medaglia. Carmen Russo della nostra classe ha conquistato il terzo posto e Giuseppe Matarrese e Alessia Bruno, sempre della nostra classe, hanno fatto il primo posto.

 

Questa esperienza è stata bellissima e vorrei ripeterla il prossimo anno.

 

Teresa Caferri classe 4^ D - Scuola “Marconi” - Laterza

 

 

Materano:

gioca89@libero.it