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CO REG 22/05/2009

GLI HIGHLANDS OPEN GUARDANO AL FUTURO


“If you build it, they will come” (“Se lo costruisci, loro arriveranno”)
– Field of dreams (L’uomo dei sogni) - 1989

Nel film di Phil Robinson, la voce che si rivolge a Kevin Costner lo convince a seguire un istinto che lo porta a costruire un campo da baseball proprio dietro casa: se lo costruisce, se lo manterrà vivo, i campioni sarebbero tornati.
Chissà se questa bella trama si può applicare anche ad Asiago, in special modo alla piazza principale che nel 2008 ha ospitato una autentica folla (si, anche l’orienteering italiano ha avuto i suoi bagni di folla...) sul rettilineo d’arrivo della gara sprint, con la campionessa del mondo Dana Brozkova a piombare vincitrice sul traguardo. Sono convinto che quando gli orientisti che hanno vissuto quella giornata passano da Asiago, possono sentire ancora riecheggiare i passi e gli applausi di quel giorno.

Forse è questa una delle chiavi di lettura degli Highlands Open 2009, manifestazione internazionale di orienteering che ancora una volta torna a nutrirsi della sacralità dell’Altopiano dei Sette Comuni.
Si, se lo costruisci torneranno... se la tradizione di questa gara verrà costruita e mantenuta in vita anno dopo anno, i campioni torneranno. Magari per un Trofeo delle Regioni, magari per qualcosa di ancora più importante. Magari, chissà, per l’Evento Più Importante Di Tutti.

Intanto l’Erebus Vicenza, team organizzatore dell’evento, cresce e si rafforza. Anche se la Due giorni del 16 e 17 maggio verrà catalogata come due giorni regionale, vale la pena di ripetere quello che hanno avuto occasione di dire allo scrivente Attilio Giacomazzi e Cristian Bellotto: poter contare su un team collaudato assicura un elevato standard di qualità indipendentemente dalla “regionalità” o “internazionalità” dell’evento; ma, proprio perchè regionali, le gare 2009 consentono un inserimento soft, in qualche ruolo chiave, di giovani (ed anche meno giovani) alla prima esperienza da leader di settore. E’ in questo modo che, ad esempio, la segreteria gara che per la prima volta è priva del nonno Gabriel Fauner, si ringiovanisce ed acquisisce sicurezza; è allo stesso modo che i tracciati vengono affidati a Dario Stefani e Mariano Bigarella, impegnati a disegnare linee tortuose sulle carte di Tanabek e Langabisa, due nomi cimbri come nella migliore tradizione. La zona è sempre quella, già percorsa ma mai abbastanza apprezzata, dei Boschi di Cesuna e di Kaberlaba.

Servono 3 nomi per indicare i vincitori delle due categorie “Elite” camuffate da “A” regionali. Se tra le donne infatti l’atleta della squadra ufficiale della Catalunya Annabel Fernandez Valledor vince entrambe le tappe, la prima con un margine più risicato e la seconda con un distacco più netto, tra gli uomini Emiliano Corona (GS Esercito) ed Alessio Tenani (GS Forestale) citati in rigoroso ordine alfabetico hanno concluso appaiati la competizione.
La gara femminile si risolve in una piccola sfida tra la Catalunya e la (perdonate l’ardire) squadra ufficiale della Repubblica del Primiero: Nicole Scalet e Jessica Orler battagliano per due giorni con le pari grado catalane, sostenute anche da Claudia Zanetel e Carlotta Scalet nella sola tappa di domenica, ma si devono accontentare rispettivamente del secondo e quinto posto finale, con Carlotta che almeno nella seconda tappa conquista il secondo parziale a soli due secondi dalla sua “capitana” Nicole che invece conquista il secondo posto nella generale. Al terzo e quarto posto ancora due rappresentanti catalane, Carla Guillen ed Anna Serralonga appaiate sul terzo gradino del podio.

Nella gara maschile, Corona ha perso forse l’occasione di prendere il largo nella prima tappa: il percorso di Dario Stefani, infatti, ha riservato difficoltà tecniche a profusione già (per dirla con Stefani stesso) dalle stazioni di clear e check; ma quegli atleti che in zona traguardo sono arrivati ad udire chiaramente la voce dello speaker Paolo Mutterle (bentornato!) pensando di aver lasciato il peggio alle spalle hanno dovuto fare i conti con un finale ancora insidiosissimo. Emiliano lascia infatti tanti preziosi secondi sulla penultima lanterna e, pur vincendo la prima tappa, si ritrova Tenani alle spalle di soli 9 secondi, con Daniele Pagliari (GS Forestale) a meno di 1 minuto. La voce di un ex campione italiano Elite dal parterre della partenza della seconda tappa è profetica: due regolaristi come Corona e Tenani si giocheranno la gara solo allo sprint, forse addirittura in un arrivo a 3 con Pagliari.

Nella seconda tappa tracciata da Mariano Bigarella, i passaggi nel bosco che incrociano il percorso M35 mostrano un Tenani più intraprendente nella prima parte anche se al primissimo incontro è Corona davanti con l’avversario più dietro (però sulla curva di livello giusta...). Poi nella seconda lunga tratta di trasferimento è Tenani a mettere le ali ai piedi costringendo Corona ad una non agevole rincorsa. I due attaccano ancora insieme il punto spettacolo a 56 di gara ma a due punti dalla fine, durante uno scavalcamento di un filo spinato, Corona mette un piede in fallo e precipita rovinosamente al suolo battendo ginocchio e spalla destra. La tenzone finisce lì ed i due decidono di terminare la gara insieme e consegnare l’atleta del GS Esercito alla visita dei mezzi di soccorso.

Pagliari conclude in terza posizione, accumulando altri 3 minuti di distacco su un percorso che meno favoriva le sue lunghissime leve (va detto che è anche appena reduce da un infortunio patito in allenamento). La lotta per le posizioni di rincalzo vede impegnati i ragazzi della squadra nazionale juniores: Cristiano De Agnoi (Panda Marostica) si trova evidentemente molto a suo agio sull’Altopiano e conquista il quarto posto davanti Lorenzo Pittau (Pol. Masi), poi Aaron Gaio (US Primiero) e Michael Baggio (Or. Tarzo).

Pescando dalle altre categorie, si assiste alla volatona in M18 tra Marco Bonazzi ed Alvise Rumor, conclusa per due secondi a favore del primo, con Ivano Bettega ed il capofila della prima tappa Samuele Curzio ad assistere a pochi secondi di distacco. In M55 ci vogliono invece tutti e tre i gradini del podio per ospitare i vincitori: sono tutti e 3 dell’Orienteering Pergine ed arrivano insieme in parata: Renzo Bernabé, Helmuth Murer e Gino Vivian.
Non sempre se si parte insieme alla caccia si arriva anche insieme: Oleg Anuchkin (T.O.L.) e Antonio Baccega (Gronlait) si danno battaglia nel bosco ma la scorrevolezza della seconda tappa favorisce il Volga Express che arriva al traguardo da solo.
Non sempre se ci si trova nel bosco si arriva al traguardo insieme: Marco Giovannini (Unione Lombarda) e Lorenzo Frizzera (Trent-O) danno vita ad una gara fatta almeno di 6 sorpassi secchi. L’ultimo lo mette a segno il milanese poco prima del punto spettacolo, ed è quello decisivo per la vittoria.
(tutte le classifiche sono a disposizione all’indirizzo http://www.highlandsopen.com/Public/CGUASINA_classifiche%20hop09.rtf )

Ci sarebbero ancora tanti “non sempre” da dire su questa manifestazione che ci ha consentito di tornare sull’Altopiano anche nel 2009. “Non sempre” possiamo scommettere su cosa ci riserverà futuro, ma mi gioco volentieri qualche Euro su una certezza: l’Altopiano non ha finito di stupirci e forse addirittura non abbiamo ancora consentito a questa area orientistica protetta di offrire il meglio di se.
Intanto l’Erebus Vicenza continua a costruire. Perchè “Se costruisci, loro torneranno”. Che siano i Campioni o che siano le centinaia di appassionati che ogni anno qui si danno appuntamento.

Stefano Galletti
(stegal67@hotmail.com)
(inserita da Bruno Trebbi)